L’iniziativa «Giù le mani dalla città» che stasera ha radunato nel teatro comunale di Cassano all’Jonio tanti partecipanti delle istituzioni e della società civile, della chiesa e delle associazioni, apre un calendario di altre mobilitazioni che avranno il compiuto di non abbassare la guardia contro l’arroganza criminale che in questi ultimi mesi ha fatto sentire prepotente la sua presenza nel territorio della Sibaritide. Iniziative volute per creare un fronte culturale e pensate per coinvolgere anche chi in questi giorni ha scelto di restare in disparte: «Questo è solo il primo passo di una serie di iniziative che inevitabilmente devono scuotere le coscienze – afferma Gianpaolo Iacobini – anche di chi magari oggi è un po’ dubbioso, di chi ha paura, di chi si rifugia nella rassegnazione e nel silenzio. E siamo qui per dire che non è l’ora né della rassegnazione né del silenzio».
Intanto la vicenda degli ultimi fatti di sangue, ultimo l’agguato al boss Damiano Pepe nel quale è rimasta invece uccisa la moglie, è già sul tavolo del Prefetto di Cosenza, sentito nelle ore immediatamente successive agli ultimi episodi. Proprio oggi è arrivata la comunicazione che giovedì sarà convocato a Cosenza il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che discuterà del caso Cassano: «Sarà una prima risposta per fare il punto della situazione – conferma il sindaco – e sicuramente anche per vedere in che modo si intenderà reagire nell’immediato» ha annunciato il primo cittadino di Cassano all’Jonio aprendo la giornata di mobilitazione.
«In quell’occasione – ha aggiunto Iacobini – chiederò maggiore attenzione per Cassano e, soprattutto, metterò a disposizione dello Stato dei locali di proprietà comunale per l’istituzione di ulteriori presidi sul nostro territorio, come un posto di Polizia o un Gruppo di carabinieri forestali». Tra le presenze che hanno affollato l’assemblea odierna oltre al vescovo e vicepresidente della Cei, monsignor Francesco Savino, anche don Ennio Stamile e don Marcello Cozzi, dei consiglieri regionali Rossellina Madeo e Ferdinando Laghi, di alcuni sindaci e rappresentanti di altri comuni della provincia, tra cui quello di Cosenza, di Corigliano Rossano, di Castrovillari, di San Fili, di Amantea, di Amendolara, oltre che i rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni, del mondo sportivo, della scuola.
Presenti tanti giovani e cittadini. Ad aprire i lavori il sindaco Iacobini «questa non è l’ora di chi si rifugia nella rassegnazione e nel silenzio, abbiamo il dovere di testimoniarlo quali rappresentanti delle istituzioni e faremo un pò di rumore perché questo sia chiaro innanzitutto a noi stessi, ancora prima che a chi è più lontano rispetto a questi luoghi. Non nascondiamo la criminalità organizzata da queste parti – ha concluso il Sindaco di Cassano -, esiste, si chiama ‘ndrangheta ed è uno dei volti di questa terra. Per il resto bisogna ricordare quanto invece siano importanti le risorse umane e naturali di cui questo territorio dispone e che costituiscono l’altra faccia, più luminosa, della medaglia».