Ex amministratori e storiche figure di riferimento del Partito Democratico hanno formalmente chiesto le dimissioni immediate del segretario cittadino, Armando Garofalo, e di tutti i componenti della direzione politica quale atto di responsabilità politica dovuto di fronte alla gravità del dato elettorale che ha fatto segnare al partito «un minimo storico in termini di consensi» e alla profonda frattura interna al circolo. Inizia con una missiva indirizzata alla segreteria regionale del Pd la resa dei conti interna al circolo di Castrovillari dopo la recente sconfitta delle amministrative.
I firmatari della richiesta di dimissioni esprimono forti criticità rispetto alla «conduzione politica e organizzativa del circolo» che in particolare durante l’ultimo percorso amministrativo «si è mossa sistematicamente al di fuori dei canoni della piena partecipazione e della democrazia interna». Secondo quanto scritto nero su bianco per motivare la richiesta di tutte le procedure d’urgenza per la convocazione e la celebrazione del congresso di circolo straordinario, la gestione «verticistica» di Garofalo e della sua direzione politica avrebbero escluso la base e gli organismi dirigenti da decisioni cruciali, portando a scelte non condivise sia sulla linea della campagna elettorale sia sulla designazione del candidato a Sindaco, privando la comunità democratica della «necessaria trasparenza e di un reale metodo di confronto», ottenendo come risultato una «inequivocabile e dolorosa sconfitta elettorale».
I diciotto firmatari del documento di sfiducia nei confronti del segretario Armando Garofalo sottolineano come il partito abbia registrato «un minimo storico in termini di consenso» certificando in modo drammatico «la frattura e il distacco tra l’attuale assetto dirigente locale e il nostro elettorale di riferimento». Inoltre durante le ultime assemblee degli iscritti sono state sollevate «profonde criticità» che evidenziano una «spaccatura interna insanabile che di fatto paralizza l’azione politica del partito sul territorio».
Ma c’è di più: «la figura del segretario cittadino – scrivono i firmatari del documento – e la composizione dell’attuale direzione politica appaiono oggi fortemente divisi e non più idonei a rappresentare la sintesi unitaria e la pluralità per cui hanno ricevuto mandato e di cui la nostra comunità ha vitale bisogno».