«Ci sono emozioni che non riesci a controllare e definire, ma questi giorni ci resteranno impressi per sempre. Nessuno può capire fino in fondo come ci si sente. Stiamo vivendo una pagina di storia che magari studieranno i nostri figli e avranno ripercussioni sul nostro futuro». Le parole sono di Mirko Frascino, diciotto anni, studente di Frascineto che insieme alla sua compagna di scuola Azzurra di Castrovillari è in questi giorni bloccato a Dubai dopo la controffensiva iraniana ai raid Usa e Israele sul paese del regime dell’ayatollah Ali Khamenei rimasto ucciso nei bombardamenti. Entrambi studenti della VB del Liceo Scientifico “Mattei” di Castrovillari.
I due studenti si trovavano negli Emirati Arabi per un viaggio studio collegato ad un progetto sull’Ambiente dell’Onu. Sei giorni di immersione in una realtà nuova e lontana da casa, insieme ad altri 200 studenti italiani che «ha condolidato amicizie e relazioni che in questi giorni sono stati fondamentali per superare i momenti più difficili». La sera prima del rientro programmato in Italia i tutor «ci hanno avissato che il nostro volo della Turkish Airlines era stato cancellato. Qualcuno ha iniziato a piangere, altri si sono isolati dal gruppo, il clima tra di noi è cambiato». Ma nessun avrebbe mai pensato di ritrovarsi nel mezzo di un attacco missilistico e con droni di lì a poco. Nella notte il momento più drammatico e delicato. Intorno all’una e mezza i telefonini hanno ricevuto un messaggio di allerta e insieme a tutor – «che non ci hanno mai lasciati soli e ci hanno accompagnato» – hanno dovuto abbandonare le camere dell’hotel Le Meridien dove erano alloggiati e rifugiarsi nel bunker della struttura alberghiera vicina.
La tensione è cresciuta e «ho avuto paura per la mia vita e quella dei miei compagni» ha confessato mentre ci risponde in video chiamata dalla camera del suo albergo. Certo il bunker era uno spazio sicuro e ampio ma «vedere famgilie con bambini che piangevano, era come vedere la scena di un film. Tutto surreale, ma era la realtà che stavamo vivendo. I tutor si sono presi cura di noi, ci hanno giudato nel bunker e abbiamo passato la notte sottoterra».
L’efficienza della contraerea di Dubai ha permesso di disinnescare 137 missili e 195 dei 209 droni che hanno rappresentato la potenza massiccia dell’attacco iraniano. Qualcuno dei suoi amici ha sentito i rumori delle esplosioni, poi ancora un altro allarme è scattato ieri. E se dovesse manifestarsi un nuovo allarme missilistico la procedura è quella di ritornare a rifugiarsi nel bunker. Ma ora «dobbiamo farci forza e sperare di tornare presto a riabbracciare i nostri cari, che sono in apprensione per noi come è giusto che sia». Mirko mantiene la calma e da coraggio anche ai suoi amici, con i quali si è ritrovato in una dimensione che non si sarebbe mai aspettato di vivere. «Ancora non è stato formalizzato il nostro ritorno – ci aggiorna – ma quando tornerò a casa, spero presto, vorrò raccontare e condividere le mie emozioni con tutti e rendere partecipi di quel che abbiamo vissuto».
Anche i genitori di Azzurra, da noi raggiunti telefonicamente, vivono con apprensione queste ore drammatiche con la loro figlia dall’altra parte del mondo. «Ci sentiamo costantemente ed è più che lei che ci tranquillizza sulla situazione – confessa il padre Aldo – Siamo in contatto costante con gli organizzatori del viaggio studio, con la Farnesina e l’ambasciata e speriamo che facciamo presto ritorno in Italia già nelle prossime ore».