Esistono diversi modi per relazionarsi a una platea di studenti e spiegare argomenti complessi, specialmente quando il fulcro della discussione è l’interpretazione di un articolo del codice penale. Spesso è la forma a determinare il successo di un’iniziativa, ed è esattamente ciò che è accaduto questa mattina presso l’Istituto Tecnico “Fermi” di Castrovillari.
L’occasione è il Festival della Legalità, un evento che sta animando la città mettendo i giovani al centro di numerosi appuntamenti. Il tema del giorno — l’interpretazione e i limiti della legittima difesa — è stato affrontato dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Luca Primicerio. Il “format”, magistralmente ideato dall’avvocato Antonio De Biase e dal professor Francesco Gallo, si è rivelato vincente: utilizzare il cinema per riprodurre i fatti con precisione, pur consapevole che tra i banchi di un tribunale la realtà è spesso più sfumata.
Due frammenti di pellicole hanno catturato l’attenzione dei ragazzi, aprendo il dibattito finale: A History of Violence (2005) di David Cronenberg e Cold in July (2014) di Jim Mickle.
Entrambi i film hanno un punto di partenza legato ad un momento di sangue ed una legittima difesa che poi caratterizzerà l’intera trama. Due esempi perfetti con dinamiche diverse che aprono la mente degli studenti e danno la possibilità al Magistrato di creare un dialogo con la platea e dar loro quell’interpretazione della legittima difesa cristallizzato dall’articolo 52 del codice penale che la disciplina. Un filo sottile tra il reato la sua impunità in cui il magistrato deve saper attuare il metodo di valutazione a secondo degli elementi in suo possesso da un giudizio.
Il dottor Primicerio ha “sezionato” la scena fotogramma dopo fotogramma, analizzando insieme agli alunni lo schema generale della legittima difesa (domiciliare o putativa): Il pericolo attuale e la costrizione; Lo stato di necessità e l’offesa ingiusta; La tutela del diritto e la proporzionalità tra difesa e offesa.
Questi elementi fondamentali mostrano quanto la materia sia complessa: il sistema permette di difendersi solo in presenza di requisiti specifici, per evitare che lo Stato si trasformi in un luogo dove regna la giustizia privata. Il Magistrato deve muoversi su un filo sottile, valutando atti ed elementi reali non potendo usare una pellicola di film, seppur bella, frutto spesso di ottime sceneggiature.Durante l’incontro, il Magistrato salernitano ha parlato ai ragazzi con chiarezza e spontaneità, spogliandosi a tratti della sua carica per sottolineare la responsabilità che deve contraddistinguere ogni cittadino nella vita quotidiana, ed in particolare i giovani che saranno gli uomini e le donne del nostro futuro
Nel ringraziare il Sostituto Procuratore, il dirigente scolastico Raffaele Le Pere e l’Assessore Ernesto Bello hanno ribadito l’identità del Festival: la mafia si sconfigge con la cultura, privandola di quella “linfa vitale” rappresentata dai giovani. La scuola si conferma il luogo ideale per lanciare questo messaggio: uno Stato autorevole deve saper dialogare con le nuove generazioni, e la giornata di oggi ne è stata la prova tangibile.
