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SIT-IN

Strage migranti: il Viminale decide trasferimento salme a Bologna, protestano i familiari

Davanti al PalaMilone i parenti delle vittime del naufragio di Steccato contestano la decisione del governo. Chiedono di avere la possibilità di avviare le pratiche per il trasferimento nei Paesi di origine

Protestano i parenti delle vittime del naufragio di migranti (foto Ansa) del 26 febbraio scorso, riuniti davanti alla camera ardente che si sta tenendo a Crotone. Hanno saputo della decisione del Governo che attraverso il Viminale è pronta a trasferire le salme presso il cimitero islamico di Bologna. Una decisione che dovrebbe essere temporanea, ma che comunque scatena l’indignazione dei parenti. «Noi vorremmo poter decidere dove portare i nostri defunti» dice all’AdnKronos Aladdin, che ha perso la zia e tre cuginetti.

I trasferimenti delle salme delle vittime del naufragio di Cutro «sono soluzioni provvisorie e non definitive» prese «per dare immediata dignità alle salme» anche in considerazione del fatto che non è semplice «procedere nell’immediato al rimpatrio in Afghanistan» spiega il Viminale. «In ogni caso – fanno sapere le stesse fonti – si procederà sulla base delle richieste di ogni nucleo familiare con la soluzione definitiva. Qualora sia richiesto il rimpatrio della salma, lo Stato italiano si farà carico di tutti gli oneri».

La decisione, presa dal ministero degli Interni, ha colto di sorpresa le famiglie che si trovano a Crotone e che hanno protestato con un sit-in davanti al PalaMilone. Chiedono di attendere qualche giorno per avere la possibilità di avviare le pratiche per il trasferimento nei Paesi di origine. Il comune di Crotone, che ha raccolto le loro istanze, aveva già deliberato delle somme per i costi del trasferimento prelevandole dal Fondo migranti che poi sarebbe stato rimborsato dal Ministero.

Comune di Crotone: “Finora sepolta una vittima e sei salme rimpatriate”

“Ci stiamo recando al PalaMilone per capire il perché di questo cambio di decisione sulla sepoltura delle salme da parte del ministero. Al momento una vittima, un uomo di nazionalità afghana, per volere dei familiari è stata sepolta con rito musulmano al cimitero di Crotone. Ed altre sei salme sono state rimpatriate nei Paesi di origine”. Così all’agenzia Dire l’assessora alle Politiche sociali del Comune di Crotone, Filly Pollinzi, che aggiunge: “Fino ad oggi abbiamo cercato, con tutte le nostre strutture comunali, d’intesa con le associazioni che stanno assistendo i familiari delle vittime, di trovare le più adeguate soluzioni. Ora non ci spieghiamo questo cambio di decisione con il trasferimento al cimitero di fede islamica di Borgo Panigale a Bologna”.

Nelle ore immediatamente successive al naufragio tutti i Comuni della provincia di Crotone, alcuni anche della provincia di Catanzaro e diversi cittadini privati, avevano espresso la loro disponibilità ad accogliere le salme delle vittime del naufragio di Steccato di Cutro.

Bologna pronta ad accogliere

«Credo che le richieste delle famiglie siano sacrosante e legittime, è giusto che abbiano il tempo per valutare un eventuale trasferimento delle salme nel paese di origine» ha dichiarato il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, dopo la decisione del ministero dell’Interno di trasferire le salme del naufragio di Cutro al cimitero musulmano di Bologna. «Mi auguro- ha aggiunto il primo cittadino bolognese – che chi sta gestendo questa cosa per il Governo agisca curando le relazioni con i familiari con la massima cura e umanità. Da parte nostra confermo la disponibilità della città di Bologna ad ospitare le salme, ma ovviamente ogni trasferimento dovrà avvenire solo con il pieno consenso delle famiglie e nel rispetto della dignità dei superstiti, di congiunti e familiari delle vittime».

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