La chiesa della Parrocchia di San Francesco a Castrovillari non ‘è riuscita a contenere tutte le persone e le autorità civili e militari accorse per l’estremo saluto al Carabinieri Alberto Sciulli, morto a causa di un malore improvviso mentre si trovava in vacanza con la fidanzata e alcuni amici nel Cilento. Le esequie celebrate dal cappellano militare della Legione Carabinieri Calabria don Vincenzo Riggero, hanno visto la partecipazione di un folto plotone di militari in uniforme, colleghi dell’Appuntato Scelto in servizio nella città del Pollino, uomini dell’Arma arrivati da altre località per stringersi attorno al Comando Compagnia di Castrovillari che ha subito questa straziante perdita che è arrivata «come un fulmine nella notte» è stato sottolineato nell’omelia.
Dal Sindaco di Castrovillari, Anna De Gaio, al questore di Cosenza Antonio Borelli, al generale Riccardo Sciuto comandante della Legione Carabinieri Calabria, insieme al colonnello Andrea Mommo Comandante Provinciale Carabinieri Cosenza, al tenente colonnello Adolfo Mirabelli Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza, e tanti altri ufficiali tutti uniti in un unico abbraccio insieme alla gente comune per fare sentire la vicinanza e la partecipazione al capitano della Compagnia di Castrovillari, Michelangelo Iocolo, alla famiglia del Carabiniere deceduto e alla famiglia della fidanzata, Giorgia Cruscomagno. Una tragedia che ha lasciato «il cuore di tutti attraversato da uno smarrimento profondo» ha detto senza mezzi termini don Vincenzo Riggero che ha sottolineato anche come di fronte alla domanda del “perchè?” che tutti portiamo nel cuore arriva in risposta la fede che «ci impedisce di rimanere prigionieri della disperazione e guardare oltre ciò che i nostri occhi sanno vedere».
«Ha interpretato il servizio nella declinazione più pura»
Il silenzio che ha preceduto l’arrivo del feretro e la compostezza di tutti i presenti hanno restituito l’immagina di una comunità militare e civile colpita nell’intimo da tanto dolore. Alberto Sciulli era un Militare apprezzato per la sua dedizione al servizio della comunità e per la passione con la quale viveva la sua vita sociale e professionale. Un giovane – ha ricordato il generale Riccardo Sciuto a nome della famiglia dell’Arma – che era «un uomo e un Carabiniere eccezionale, che ha interpretato il servizio nella declinazione più pura».
Una ferita la sua morte improvvisa e una assenza che «pesa profondamente nei nostri cuori» – ha aggiunto il cappellano militare – ma «il valore di una vita si misura dall’amore che ha saputo generare, dalle tracce che lascia nel cuore degli altri». E dalle presenze di oggi e dai ricordi letti in questi giorni questa affermazione ricalca in pieno la vita di Sciulli che ha saputo, nei dieci anni di presenza in città, costruire legami solidi, veri, sinceri, e farsi apprezzare per la sua dedizione e abnegazione. Un militare eccellente che dimostra come «vite brevi – ha continuato a dichiarare nell’omelia il cappellano dei Carabinieri – continuano a parlare anche dopo la morte». Quella di Castrovillari è una comunità che «si sente ferita da una morte così improvvisa» – ha concluso – insieme a quella di provenienza del Carabiniere. Ma nonostante il dolore di oggi «vogliamo credere che le parole di Gesù sono vere e che Alberto è custodito in quell’amore che neppure la morte può spezzare».