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LA MOBILITAZIONE

Fonici, trascrittori e stenotipisti forensi oggi incrociano le braccia al Tribunale di Castrovillari

I professionisti adatti alla documentazione degli atti processuali chiedono certezze occupazionali e salariali rispetto al contratto in scadenza

Sarà sciopero oggi per fonici, trascrittori e stenotipisti forensi in forza al Tribunale di Castrovillari. Dopo la prima mobilitazione indetta nello scorso mese di febbraio, la Filcams Cgil di Castrovillari è costretta a denunciare il “grave silenzio” del Guardasigilli Carlo Nordio all’ennesima richiesta di attivazione di un tavolo di confronto permanente utile ad affrontare le incertezze sul mantenimento dei livelli occupazionali e salariali.

Oggi dunque gli operatori impiegati nel servizio di documentazione degli atti processuali al Ministero della Giustizia, che svolgono tale delicato compito presso il Tribunale di Castrovillari incroceranno le braccia. La protesta, che segue la giornata di mobilitazione nazionale del 18 gennaio e la settimana di presidi organizzati in tutta Italia dal 19 al 25 febbraio scorso, è stata nuovamente indetta dai sindacati per sollecitare rispetto alle richieste di stabilità rispetto all’appalto in scadenza.

Nel merito la Filcams Cgil chiede il superamento della confusione e le incertezze legate all’attuazione della Riforma Cartabia; la formalizzazione delle garanzie circa il mantenimento dei livelli occupazionali e salariali attuali; la concretizzazione della prospettiva dell’assorbimento di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori dell’appalto, attraverso il formale avvio della procedura di internalizzazione; l’apertura di un tavolo permanente presso il Ministero per la contrattazione su criteri e modalità di assorbimento e sulla formazione da rivolgere a tutti gli addetti e le addette.

In una nuova missiva trasmessa al Guardasigilli i sindacati nazionali, «considerato che il Ministero della Giustizia non ha dato avvio al processo di internalizzazione né ha individuato, in tal senso, una precisa e concreta prospettiva temporale», stigmatizzano «il clima di grande tensione tra le lavoratrici e i lavoratori, che da anni chiedono il superamento della precarietà dell’appalto e condizioni di lavoro adeguate alla delicatezza del servizio che svolgono con competenza e professionalità». In contemporanea a Castrovillari simili lavoratori realizzeranno sit-in davanti le altri sedi tribunalizie d’Italia.

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