Dal bivio di contrada Bianchino, punto strategico in cui si incontrano la Strada statale 241 e la Provinciale 174, da oggi non si passa (foto di Pietro Comito). Decine di mezzi agricoli e camion insieme a centinaia di agricoltori di Cammarata hanno praticamente ostruito il passaggio in uno degli snodi di ingresso strategici verso la città di Castrovillari, da e per la Sibaritide e le zone agricole circostanti. La protesta degli agricoltori che da settimane manifestano in tutta la Calabria contagia anche il Pollino e promette di non fermarsi fin quando non si avranno notizie incoraggianti per il futuro del comparto agricolo, messo in ginocchio da una logica che stritola le aziende e costringe alla resa tanti che, in questi anni, a causa dei prezzi e della svalutazione delle materie prime prodotte, si sono arresi al caro vita e hanno scelto di vendere i terreni Ale multinazionali del fotovoltaico che ormai spopolano con decine di “campi energetici” in tutta la zona.
«Se siamo qui è perché non riusciamo più a portare il pane a casa» dice uno dei manifestanti. «Ci stanno mettendo nelle condizioni di chiudere, io ho una figlia piccola e non so che futuro assicurarle», dice un altro giovane agricoltore con gli occhi lucidi. «Non sappiamo più cosa fare – aggiungono tra la rabbia e la rassegnazione – i giovani non hanno futuro, la gente dovrebbe essere qui al nostro fianco, manifestazione per la sopravvivenza di tutti». E i più agguerriti promettono che la protesta «andrà avanti ad oltranza, da qui non ci muoviamo fin quando non avremo risposte».
Tra le questioni sollevate nel presidio – che è rimasto in piedi anche sotto la pioggia battente che ha colpito la zona – anche le risorse stanziate dalla Regione Calabria per fronteggiare la crisi. Secondo una delle manifestanti la somma di 15 milioni di euro annunciata dalla Regione si tradurrebbe in un aiuto individuale di appena una sessantina di euro, una cifra giudicata insufficiente rispetto alle difficoltà affrontate dal comparto. La mobilitazione continua a chiedere interventi concreti contro il rincaro dei carburanti e condizioni economiche più sostenibili per le imprese agricole, con l’obiettivo di ottenere risposte dalle istituzioni e dalla filiera della distribuzione.
Da venerdì 16 ottobre, in Calabria , diventeranno operativi 4 presidi fissi, individuati nei nodi logistici del Porto di Gioia Tauro, dell’Area Aeroportuale di Lamezia Terme, della rotonda dello Scalo di San Marco Argentano e della zona dei depositi di carburante a Vibo Marina. Lo annuncia Il Comitato Promotore — Movimento Popolare Nazionale della protesta contro il caro carburanti e l’aumento dei costi per gli agricoltori. «L’iniziativa – è scritto in una nota – salirà ulteriormente di livello dal 21 ottobre, dati in cui scatterà un’azione congiunta di blocco insieme al comparto degli autotrasportatori, il cui coordinamento operativo verrà dettagliato nei tavoli tecnici territoriali». Dopo la manifestazione di Cosenza, il Movimento Popolare Nazionale proseguirà con la mobilitazione del 27 ottobre a Roma.