Circa il 59% di affluenza. Oltre 27 milioni di italiani su 45 milioni e 947mila elettori, ovvero il 58,5% degli aventi diritto. Non è un record ma di sicuro una grande partecipazione per il referendum sulla riforma della giustizia voluta dal governo Meloni. Con il Nord che traina e il Sud che pur non brillando dà segnali meno netti di disaffezione politica. Intorno al 65% l’affluenza nella tradizionale cintura “rossa” – Emilia Romagna, Toscana (record nel Paese, al 66%), Umbria – tra il 62 e il 63 il Nord produttivo (Piemonte, Lombardia e Veneto). La Calabria si ferma al 48% degli aventi diritto che hanno scelto di recarsi alle urne nei due giorni (domenica e lunedì fino alle 15) dedicati alla consultazione referendaria. Il record negativo di partecipazione spetta alla Sicilia che si ferma sotto il 48%.
In Calabria come sul territorio nazionale , al termine della due giorni di voto, vince il NO che chiude lo spoglio con una forbice molto ampia: Il fronte del no ha prevalso raggiungendo il 57,26% dei consensi con 403.496 voti. I sostenitori del Sì alla riforma hanno ottenuto il 42,74% con 301.150 voti. Reggio Calabria è l’unica città capoluogo di provincia in Calabria dove, invece, prevale il sì,
Mentre lo spoglio è in corso arrivano le dimissioni del presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Cesare Parodi, che lascia «per motivi assolutamente personali e familiari» fa sapere il procuratore capo di Alessandria, figlio unico di una madre anziana e già sofferente e di un papà non meno bisognoso di cure. La sua decisione non a caso era presa da quasi due settimane, e diventerà ufficiale solo sabato prossimo, nel comitato direttivo dell’Anm che sí riunisce per la prima volta tra cinque giorni dopo la forte battaglia referendaria.