«Ho vissuto una grande gioia» ha confessato al telefono commentando a caldo la sua elezione nell’esecutivo nel quale sono stati eletti anche Pier Luigi Bartoletti, Carlo Curatola, Antonio Pio D’Ingianna, Alessandro Dabbene, Noemi Lopes, Enrico Peterle, Alessandro Rubino e Giuseppe Zagami oltre al Segretario Nazionale uscente Silvestro Scotti nella nuova veste di Presidente. Lui che è uno tra gli “anziani” della nuova governance della medicina generale si considera «la chioccia dei miei colleghi» con i quali avrà il compito di tracciare le linee e la guida del settore per il prossimo futuro. L’organismo formato da otto componenti, con un’età media di circa 48 anni. Un dato che racconta la volontà di coniugare energie nuove, competenze, esperienza e capacità di rappresentanza
Il ruolo della medicina generale è già fondamentale per la gestione delle patologie croniche per evitare che si riacutizzino e si riversino negli ospedali, ma soprattutto svolgono un lavoro strategico nell’ambito della prevenzione che «ha esiti che si vedono nel medio e lungo termine, ma che garantiscono risultati duraturi» spiega Antonio Pio D’Ingianna. Ora l’impegno della Fimmg è quello di confrontarsi sull’Accordo Collettivo Nazionale 2025 – 2027, dopo l’atto di indirizzo che si attende dalle regioni italiane. Poi il pensiero e l’impegno per la città nella quale vive: «faremo di Castrovillari la città della salute e della prevenzione», mentre snocciola idee e progetti che si potranno sviluppare nel territorio a beneficio della salute dei cittadini.
Il nuovo segretario Biancalani ha sottolineato nel suo intervento l’importanza del nuovo ACN per dare «stabilità e attrattività alla professione e accompagni concretamente la trasformazione della medicina generale. Ma senza risorse adeguate e strutturali qualsiasi riforma rischia di restare sulla carta. Servono investimenti per sostenere il lavoro dei medici, rafforzare il personale e l’organizzazione degli studi, sviluppare le AFT e garantire strumenti diagnostici e tecnologie. Non possiamo chiedere alla medicina generale nuove responsabilità senza assicurare le condizioni per esercitarle. La sfida è rendere la professione più attrattiva per i giovani e offrire ai cittadini un’assistenza territoriale più forte, accessibile e vicina ai loro bisogni». Al nostro concittadino, intanto, gli auguri di buon lavoro dalla nostra testata per il suo nuovo incarico nazionale.