Non un semplice taglio del nastro, un momento formale di una campagna elettorale. Ma la sera dei ricordi e delle analogie. Davanti ad una folla di simpatizzanti, uomini di partito, sostenitori e «gli amici di sempre» Domenico Lo Polito ha aperto ufficialmente la sede elettorale che lo accompagnerà verso le elezioni regionali del 5 e 6 ottobre. Cinque anni fa, proprio il 5 ottobre 2020, fu eletto sindaco per la terza volta. Così il primo pensiero va alla festa proprio sul quello stesso marciapiede che potrebbe (magari lo spera) ripetersi quasi alla fine del suo mandato di primo cittadino ormai in scadenza. Ci crede Lo Polito e lo dice apertamente «dopo cinque anni abbiamo un’altra opportunità di festeggiare qualcosa di diverso e festeggiarlo come allora, tutti insieme» dice agli uomini e alle donne del centro sinistra che lo ascoltano.
Emozionato e lucido allo stesso tempo, sa che la corsa per le regionali è una strada in salita, ma i sondaggi cominciano a parlare di un distacco minimo tra Tridico e Occhiuto. Il prestigioso istituto di sondaggio Noto proprio in questi giorni ha restituito una fotografia meno rosa della partenza per il governatore uscente. Le cifre parlano di un vantaggio si del candidato presidente del centro destra ma con 54 punti percentuali che lo distaccano dal suo avversario diretto del centro sinistra di soli 9 punti percentuali. Chissà se la legge dei numeri reggerà il confronto con il dato reale delle urne, ma per ora Lo Polito sa che bisogna correre e non solo tra le case della sua città. «Noi abbiamo una battaglia importante in cui sicuramente Castrovillari deve essere la nostra roccaforte, ma guai a pensare che le elezioni si vincono in un solo comune. Le elezioni – aggiunge – si vincono nei piccoli comuni e noi dobbiamo essere presenti in tutti i comuni. Dobbiamo fare appello a quelle persone di sana e viva intelligenza per dire di scegliere e saper scegliere. L’elezione dobbiamo costruirla qui e consolidarla in tutta la provincia di Cosenza».
Il suo stile è quello della comunità. Guarda gli amici di sempre, in prima fila, e ricorda che «si può arrivare dove si vuole ma se ci si dimentica da dove si viene non si è assolutamente nulla. La mia non è ambizione personale» richiamando l’appello al lavoro di comunità. E poi non può fare a meno di fare un salto nel passato, a cinque anni fa, quando tra i suoi uomini e sostenitori c’era «Minguccio (Domenico Sciannimanico, ndr). So che sarebbe stato felice di essere qui. La mia felicità è anche la sua». E prima che le lacrime prendano il sopravvento, si accelera il taglio del nastro. Poi Sabato in piazza il primo appuntamento vero della campagna elettorale del centro sinistra cittadino. E sul palco con lui ci sarà anche Francesca Dorato, altra candidata nelle liste del Partito Democratico con Tridico presidente.