Il dolore diventa memoria e si trasforma in una pretesa inderogabile di diritti. Con questo spirito sono state presentate, presso l’Auditorium del Liceo Scientifico “E. Mattei” di Castrovillari le borse di studio in memoria di Edison Malaj e di tutte le vittime di “omicidio sul lavoro”. L’incontro promosso dalla Fillea Cgil Provinciale Cosenza – Pollino ha permesso agli studenti delle classi quarte – ai quali è rivolto il bando delle borse di studio – di ascoltare la cruda testimonianza dei familiari dell’operaio rimasta schiacciato da una lastra di cemento due anni fa a Frascineto.
La figlia di Edison, Sara Malaj, ha raccontato come «a più di due anni dalla sua scomparsa, il processo relativo alla morte di mio padre non è ancora iniziato. Siamo fermi all’udienza preliminare, che è stata già rinviata per ben tre volte. Oltre a chi muore ci sono sempre i familiari, che restano a combattere. Bisogna pretendere la sicurezza: tutti possiamo fare qualcosa e ognuno deve fare la sua parte per evitare che altre figlie provino quello che provo io». Gli ha fatto eco l’intervento del segretario generale della Fillea Cgil Cosenza – Pollino, Giuseppe De Lorenzo, che ha smontato la narrazione della fatalità nei casi di morte sul lavoro. «Non si tratta mai di una tragica fatalità quando si verifica un infortunio mortale. Esiste sempre una responsabilità. Ricordare Edison Malaj è un atto di giustizia. Ai ragazzi diciamo: pretendete il rispetto delle norme. La sicurezza è un diritto, non è un lusso».
Le borse di studio istituite dalla Fillea Cgil Calabria mirano a stimolare nei giovani, lavoratori di domani, una riflessione profonda sulla prevenzione. Le borse di studio nascono dalla volontà di onorare il sacrificio di tutti i caduti sul lavoro attraverso un percorso di “memoria costante”. L’obiettivo è sensibilizzare gli studenti affinché diventino sentinelle di legalità nei futuri ambienti di vita e di lavoro.
Ad aprire i lavori è stata la Dirigente Scolastica del Polo Liceale di Castrovillari, Elisabetta Cataldi, che ha sottolineato l’importanza del legame tra istituzioni educative e mondo del lavoro. «Ospitare questa iniziativa – ha sottolineato la dirigente – è per noi un dovere morale e civile. La scuola ha il compito di formare non solo professionisti, ma cittadini consapevoli che sappiano riconoscere nella sicurezza un valore non negoziabile. Educare i nostri studenti al rispetto delle regole e alla tutela della salute significa dare loro gli strumenti per costruire un futuro in cui il lavoro sia sinonimo di dignità e mai di rischio per la vita».
L’incontro si è concluso con un applauso commosso per la famiglia Malaj e con la promessa della Fillea CGIL di continuare a battersi affinché nei cantieri la sicurezza diventi la priorità assoluta. «Lo dobbiamo a Edison, a Sara e a tutte le vittime del lavoro» ha concluso Giuseppe De Lorenzo.