Si è tenuta nei giorni scorsi a Palazzo Marino la cerimonia di consegna del Premio di laurea in memoria dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, il riconoscimento che dal 2000 l’Amministrazione comunale conferisce a giovani ricercatori impegnati nell’analisi dei fenomeni corruttivi e del delicato rapporto tra economia legale e criminalità. A vincere l’edizione 2025 è stato il castrovillarese Davide Attanasio, dottore di ricerca in Diritti e Istituzioni presso l’Università degli Studi di Torino, con la sua tesi dal titolo “Devianza criminale d’impresa: uno studio nella prospettiva delle misure di prevenzione patrimoniali”. Il lavoro del giovane calabrese è stato selezionato tra dieci elaborati da una commissione di altissimo profilo, composta da magistrati, accademici e figure storiche della lotta all’illegalità.
La ricerca di Attanasio ha approfondito le misure di prevenzione patrimoniali regolate dal codice antimafia come strumento di contrasto ai fenomeni di intersezione tra economia criminale ed economia lecita. Sono state evidenziate luci e ombre delle misure, che, pur nascendo originariamente come antimafia, sono oggi utilizzate anche nei riguardi di fenomeni criminosi di diverso tipo (si pensi allo sfruttamento dei lavoratori nelle vicende dei riders che effettuano consegne di cibo a domicilio). L’argomento chiama in causa un problematico bilanciamento di interessi in gioco – prevenzione di fenomeni criminosi, salvaguardia del corretto funzionamento del mercato dall’infiltrazione mafiosa, tutela della dignità dei lavoratori, ma anche libertà d’iniziativa economica delle imprese interessate – su cui la tesi ha avuto il merito di confrontarsi.
La ricerca ha approfondito le misure di prevenzione patrimoniali regolate dal codice antimafia come strumento di contrasto ai fenomeni di intersezione tra economia criminale ed economia lecita. Sono state evidenziate luci e ombre delle misure, che, pur nascendo originariamente come antimafia, sono oggi utilizzate anche nei riguardi di fenomeni criminosi di diverso tipo (si pensi allo sfruttamento dei lavoratori nelle vicende dei riders che effettuano consegne di cibo a domicilio). L’argomento chiama in causa un problematico bilanciamento di interessi in gioco – prevenzione di fenomeni criminosi, salvaguardia del corretto funzionamento del mercato dall’infiltrazione mafiosa, tutela della dignità dei lavoratori, ma anche libertà d’iniziativa economica delle imprese interessate – su cui la tesi ha avuto il merito di confrontarsi.
La Commissione – presieduta da Andrea Borsani e composta, tra gli altri, dall’avvocato Umberto Ambrosoli e dall’ex magistrato Armando Spataro – ha assegnato il premio del valore di 5.000 euro sottolineando il rigore scientifico del lavoro. Lo studio analizza l’evoluzione delle misure di prevenzione patrimoniale, strumenti oggi cruciali per le Forze dell’Ordine e la Magistratura nel contrasto ai cosiddetti “colletti bianchi”. Il lavoro di Attanasio non si è limitato solo all’Italia ma ha confrontato il nostro sistema con quelli di Regno Unito e Stati Uniti, offrendo spunti operativi utili anche per i professionisti del settore.
Alla cerimonia di premiazione presso la sede del comune di Milano hanno partecipato il vicesindaco Anna Scavuzzo, dei membri della commissione giudicatrice e alcuni familiari dell’avv. Ambrosoli. Il premio “Giorgio Ambrosoli” è bandito dal comune di Milano per onorare la memoria dell’avvocato milanese commissario liquidatore della Banca Privata Italiana, assassinato l’11 luglio 1979. È un riconoscimento per le migliori ricerche in ambito giuridico e criminologico sui temi della corruzione e della mafia.