«Mi rivolgo ai Sindaci promotori del Comitato per l’Alta Velocità: Franz Caruso, Pino Capalbo, Mimmo Lo Polito, Flavio Stasi, affinché proseguano nella loro battaglia di mobilitare tutti i sindaci e le sindache del territorio in modo da impiegare il loro peso politico per sbloccare i fondi congelati a Calabria e Sicilia e utilizzare i 13,5 miliardi di euro destinati al Ponte sullo Stretto alla costruzione dell’unica infrastruttura indispensabile per la nostra regione: l’Alta Velocità in Calabria con snodo a Tarsia, progetto di cui esiste anche uno studio di fattibilità già realizzato anni fa». Armando Garofalo è da pochi giorni stato eletto segretario del circolo del Partito Democratico di Castrovillari e all’indomani della bocciatura della Corte Dei Conti per l’opera del Ponte di Messina per il mancato rispetto delle norme europee rispetto all’accordo tra Ministero dell’Economia, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Società Stretto di Messina lancia il grido di battaglia: «e ora riprendiamo l’Alta Velocità».
Visto che l’opera tanto sognata da Salvini è stata rinviata niente di meno che al 2033 e che «probabilmente non ci sarà mai» il neo segretario dei Democrat pensa a riportare nell’agenda politica l’opera ferroviaria strategica per il futuro della mobilità nell’area nord della Calabria. «Il nodo di Tarsia garantirebbe il collegamento all’AV, quindi al resto d’Italia, alla zona dell’alto Ionio, al territorio dell’Esaro e del cosentino e al territorio del Pollino est, cioè all’area con la maggiore densità di popolazione della Calabria – oltre a collegare Cosenza con l’Aeroporto di Lamezia fino a Reggio Calabria».
«All’emigrazione obbligata, legata alla mancanza di opportunità di lavoro e all’assenza di servizi, in Calabria si aggiunge l’oggettiva difficoltà di raggiungere con mezzi di trasporto collettivi i nostri comuni – soprattutto quelli delle aree interne – oltre all’inaccettabile rincaro dei prezzi dei biglietti aerei, ferroviari e di autolinee, che caratterizza ogni periodo festivo ed è particolarmente pesante per chi parte dalla Calabria e per chi vi arriva». «Solo un’azione condivisa ed estesa di pressione dal basso, che coinvolga le figure istituzionali di maggiore prossimità quali i sindaci e le sindache, può avere effetti a livello nazionale e anche regionale, poiché ancora non abbiamo segnali di un’inequivocabile presa di posizione del Presidente Occhiuto in merito all’oggettivo isolamento dell’intera regione, che si traduce inevitabilmente in isolamento economico e culturale» aggiunge il segretario castrovillarese del Partito Democratico.
Qui non c’è credo politico o colore di casacca che tenga. Secondo Garofalo c’è bisogno di una «mobilitazione generale per far valere le ragioni di un nostro diritto fondamentale ad oggi completamente negato».