L’efferato omicidio di Federica Torzullo ad Anguillara, per mano del marito Claudio Carlomagno, oltre alla brutalità di quanto emerge dalle indagini condotte dalla procura di Civitavecchia, sarà ricordato anche per essere il primo caso di femminicidio contestato ad un uomo che uccide la propria compagna. In queste ore, infatti, il procuratore Alberto Liguori, che ricordiamo è originario di San Demetrio Corone, ha contestato all’uomo il nuovo reato introdotto dall’articolo 577 bis del codice penale e che prevede la condanna all’ergastolo per l’omicidio di una donna che viene commesso “per motivi di odio, discriminazione di genere, o per reprimere la sua libertà, i suoi diritti o la sua personalità, come il rifiuto di una relazione”.
La decisione del Procuratore di Civitavecchia è stata presa alla luce delle risultanze investigative che in queste ore cristallizzano le responsabilità dell’uomo che avrebbe non solo ucciso la moglie in casa l’8 gennaio, ma ne avrebbe sfregiato il corpo provando a bruciarlo per renderlo irriconoscibile e sotterrato in una buca scavata con i mezzi della sua azienda. L’uomo è indagato anche per occultamento di cadavere e domani è stata fissata l’udienza di convalida in carcere per l’uomo. Mentre oggi si sta svolgendo a Roma l’autopsia sul corpo della donna, la cui famiglia è originaria di Saracena e dove venerdì era stata programmata una fiaccolata silenziosa che in queste ore è stata annullata.
«Non per sottrarsi al dolore, ma per custodirlo nel modo più autentico: nel silenzio». È quanto fa sapere l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Renzo Russo, interpretando con responsabilità istituzionale un volere della famiglia di Federica che chiede misura, discrezione e umanità. «Quando il dolore è così profondo – ricorda il Primo cittadino – ogni gesto pubblico deve saper fare un passo indietro. Rimaniamo sinceramente partecipi al dolore della famiglia Torzullo per quanto accaduto senza bisogno di altre parole o iniziative, ma solo con ascolto e compostezza. È questo il tempo del silenzio condiviso».