L’auto che arriva lenta su una trada di campagna, lo sportello del guidatore che si apre e si china verso la vegetazione del bordo strada. Poi un accendino per dare innesco al rogo che se non fosse stato per il tempestivo intervento delle squadre antincendio della Regione Calabria e del Parco del Pollino chissà quali danni all’ambiente avrebbe generato. Sono gli occhi elettronici dei droni dei Carabinieri Forestale di Castrovillari e dei nuclei parco di Morano Calabro e Mormanno ad inchiodare alle proprie responsabilità il 56enne si Morano Calabro scoperto in flagranza mentre appiccava un incendio boschivo doloso, reato del quale dovrà rispondere al magistrato dottor Cordasco nel corso dell’interrogatorio previsto per la giornata di oggi nel carcere di Castrovillari dove è detenuto da ieri, al termine del fermo indiziario e delle formalità di rito coordinate direttamente dalla Procura di Castrovillari.
L’indagine condotta dai Carabinieri Forestali con la direzione del Tenente Colonnello Adolfo Mirabelli comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza a seguito dei diversi incendi che hanno interessato i comuni di Morano Calabro, Castrovillari, San Basile e Saracena e che hanno sconfinato anche nel perimetro dell’area protetta del Pollino è stata coordinata dal procuratore Alessandro D’Alessio, a testimonianza dell’attenzione riservata dall’Ufficio di Procura a un fenomeno che mette a rischio un patrimonio boschivo di straordinario valore ambientale.
I droni nella mattinata di ieri hanno seguito un uomo sospetto in località “Vado” nel comune di Morano Calabro e lo hanno sorpreso nell’immediatezza della dinamica di accensione di un rogo. L’auto si allontana velocemente e sarà fermata poco dopo da una pattuglia dei Carabinieri Forestale, mentre l’occhio elettronico permette di allertare l’intervento delle squadre Air che eviteranno il propagarsi delle fiamme.