L’esondazione del fiume Crati che ha messo in ginocchio la Sibaritide è ora diventato un fascicolo di indagine sul tavolo della Procura di Castrovillari. Al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati. L’inchiesta però, dalle indiscrezioni trapelate, punta a verificare la correttezza delle procedure adottate durante l’emergenza e a chiarire eventuali responsabilità nella fase di prevenzione e messa in sicurezza del territorio.
L’ondata di piena del fiume Crati ha sommerso vaste aree tra Corigliano Rossano, Cassano allo Ionio e le frazioni limitrofe creando danni ad aziende agricole, abitazioni dei cittadini, sommergendo il complesso nautico dei Laghi di Sibari. Centinaia di residenti sono stati costretti a lasciare le abitazioni invase da acqua e fango. Pesanti le ripercussioni sul comparto agricolo e sulle attività produttive, con danni ancora in fase di quantificazione.
Le indagini sono state delegate ai carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano Rossano. Gli inquirenti stanno acquisendo documenti e relazioni tecniche per ricostruire la catena delle decisioni assunte prima e durante l’emergenza maltempo. Tra gli aspetti al vaglio, la manutenzione degli argini e l’utilizzo dei fondi destinati alla difesa del suolo.