La sezione del Partito Socialista Italiano di Castrovillari «dopo articolata e partecipata discussione in merito alla posizione politico – amministrativa da sssumere alle prossime elezioni comunali, ha deciso di aderire, con alcuni propri esponenti, al progetto politico “Civicamente” messo in campo dal candidato a sindaco Luca Donadio». Una scelta motivata con la precisa intenzione di «riposizionare la città ed il territorio nella giusta luce che le compete; porre maggiore attenzione alle esigenze della città e della popolazione, in modo da offrire a Castrovillari nuove opportunità attraverso un percorso chiaro e preciso, fatto di contenuti e metodi».
Recita così il comunicato firmato dalla sezione che, qualche giorno fa, ha visto però dimettersi con decisione «irrevocabile» il neo segretario cittadino Bruno Palazzo che appena l’8 febbraio scorso era stato scelto dall’assemblea degli iscritti, al termine della fase congressuale cittadina, per «avviare, attraverso il dialogo e il primato dei contenuti, un percorso condiviso con le forze moderate del territorio». Una strategia politica che a ridosso delle amministrative puntava a «costruire un polo di energia riformista per creare un nuovo punto di riferimento politico, mettendo insieme il pragmatismo di chi sa amministrare bene con le migliori radici politiche dell’Italia: quella socialista, quella cattolica e quella liberale» ha ricordato il segretario oggi dimissionario.
Nel progetto ambizioso c’era la volontà di «restituire a Castrovillari quella centralità smarrita nei rapporti con i comuni del Parco del Pollino e dell’Alto Ionio» e in coerenza con questa visione – unitamente al direttivo – era stato avviato un calendario di incontri con le forze politiche e i rappresentanti del civismo che hanno richiesto un confronto». Al centro del confronto lo «sviluppo di politiche concrete per contrastare lo spopolamento delle aree interne, creare nuove prospettive occupazionali atte a combattere la precarietà e le crescenti disuguaglianze sociali e dare voce a chi non ne ha. I socialisti di Bruno Palazzo avevano l’obiettivo di «riportare con forza la questione sociale e la salvaguardia dei ceti più compromessi al centro dell’agenda politica locale, in una comunità che avverte sempre più un senso di distanza e sfiducia verso le istituzioni, recuperando quel senso civico di rispetto del patrimonio e del vivere quotidiano che sembra essersi perso».
«Il progetto – spiega Palazzo – per la costruzione di un contenitore politico — seguendo quella spinta al raggruppamento delle energie socialiste, cattoliche e liberali che oggi vediamo muoversi con vigore anche oltre i confini locali — purtroppo è stato vinto dalla volontà delle varie forze politiche di arroccamento verso scelte conservatrici. Devo, inoltre, riconoscere che il PSI di Castrovillari, oggi in fase di necessario consolidamento, non ha trovato al proprio interno la forza e il coraggio per farsi portatore, con un proprio candidato sindaco insieme ad altre associazioni, di questo ambizioso progetto. Infine, in questo scenario di ambiguità interne, l’Assemblea degli iscritti e l’intero Direttivo si erano espressi per cercare di configurare la costruzione di una proposta politico‐ programmatica in sinergia con le forze civiche».
Ma la politica è anche «esercizio di verità e oggi sento il dovere di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili dalla carica di Segretario. Ero consapevole che pochi mesi rappresentassero un tempo stretto per invertire
una rotta così complessa. Nonostante la volontà dell’Assemblea di farsi protagonista di questa stagione, devo oggi constatare con franchezza che non è stato possibile consolidare, in un arco temporale così ristretto, un quadro di “attori” sufficientemente strutturato per sostenere una lista autonoma all’altezza della nostra storia e della sfida elettorale imminente».
«Affrontare una competizione senza aver avuto il tempo necessario per organizzare pienamente la base e garantire una presenza di qualità sarebbe un errore. È il momento di alimentare un’attività politica profonda, scevra da interessi immediati e volta a rinsaldare la posizione del PSI come punto di riferimento critico e propositivo nel panorama locale. Lascio l’incarico affinché il Partito possa avviare una riflessione profonda per tentare di costruire fondamenta che siano, finalmente, limpide, stabili e durature. Il mio non è un disimpegno, ma un atto di coerenza verso quel “primato dei contenuti” che ho provato a difendere fin dal primo giorno. Ringrazio chi ha creduto in questo percorso e resto a disposizione per il passaggio di consegne».