Che ci sia uno scontro interno al Partito Democratico è ormai assodato. Se 18 iscritti hanno firmato una lettera di sfiducia nei confronti del segretario cittadino, Armando Garofalo, c’è un’altra cospicua parte del partito e dei Giovani Democratici che invece offre «pieno sostegno all’azione politica del segretario del Pd di Castrovillari». E anzi puntano il dito contro i firmatari della sfiducia affermando che «Armando Garofalo è un signore della politica» che ha garantito «l’esistenza in vita di una sezione ridotta a macerie dalla precedente segreteria ed ha creato entusiasmo, novità e la costituzione del gruppo Giovani democratici.
Ma la risposta che arriva a chi ha inoltrato alla segretaria regionale del Pd la lettera di sfiducia è anche quella di essere persone che sono rimaste “occultate” «durante tutta la campagna elettorale, almeno in quella che avrebbe dovuto portare voti al centro sinistra. Le dinamiche politiche hanno processi di elaborazione che non possono prescindere dalle qualità umane e politiche delle persone – aggiungono i firmatari del sostegno al segretario – Armando Garofalo le incarna tutte in positivo, tanto le capacità politiche quanto quelle umane».
Il fatto che a Castrovillari nonostante la sconfitta elettorale al ballottaggio si creare un movimento così vasto nel centro sinistra tanto da «portare alla costituzione di una associazione con circa duecento aderenti e alla costituzione del gruppo giovani democratici che non si vedeva da qualche decennio» è stato possibile grazie alla «riconosciuta leadership di una persona che tutti hanno assunto a parametro comportamentale ed apprezzato per le sue capacità politiche, l’affidabilità, la signorilità, la competenza, che è il nostro segretario Armando Garofalo».
Secondo il gruppo di oltre quaranta firmatari (e il suo numero cresce di ora in ora) che difendono l’operato della dirigenza locale del partito per esaminare realmente le «molteplici componenti che hanno portato alla sconfitta» bisogna partire dall’impegno che «ciascuno ha profuso per il successo finale» e il segretario «si è speso per il successo e ci è andato vicino. Ma il successo elettorale non si accompagna sempre alla crescita politica». Nel 2020 si è vinto – ricordano i sostenitori di Garofalo – ma di «quella squadra nessuno (tranne una) si è ricandidato, nessuno di quegli amministratori, ancorché richiesto, si è esposto con iniziative pubbliche».
Quindi se la vittoria elettorale del 2020 «non ha creato classe dirigente» oggi di contro la sconfitta ha creato «un grande movimento politico nel e attorno al Pd cittadino». Oggi – concludono – «dobbiamo ricostruire un partito che qualcuno aveva distrutto e lo dobbiamo fare stringendoci attorno all’unico in grado di farlo, e lo ha dimostrato, che corrisponde al nome di Armando Garofalo e dei componenti del direttivo».