Ha gli occhi lucidi e prova a trattenere l’emozione Domenico Lo Polito, mentre saluta i tanti cittadini, fedelissimi e suoi amici di partito e membri dell’amministrazione comunale accorsi per quello che può essere definito il saluto ufficiale alla città. E non è un caso che per farlo abbia scelto Piazza Gallo, l’ultima opera realizzata e forse quella più al centro delle contestazioni da parte di una fetta di cittadini e associazioni che non ne hanno condiviso la visione. Ed è proprio sul concetto di «visione politica» che il sindaco di Castrovillari ormai a fine mandato, ritorna più volte mentre racconta al pubblico le esperienze amministrative più difficili, i tempi bui del dissesto e del Covid, ma anche le scelte precise da «buon padre di famiglia» fatte insieme ai suoi esecutivi che hanno permesso di arrivare al risanamento dei debiti lasciati da chi prima del suo arrivo a palazzo di Città ha governato la cosa pubblica.
Quello stesso palazzo di città per la cui ristrutturazione lavorava una ditta che andò in fallimento e che lasciò senza guadagni le aziende artigiane locali che avevano offerto servizi. Strascichi di chi c’era stato prima di lui e che nel suo comizio finale sono al centro della ricostruzione di ciò che è stato fatto nei 13 anni di amministrazione alla guida di Castrovillari. Cifre, numeri, episodi per fissare un taglio netto con il passato e guardare al presente pensando al futuro. Quelli che c’erano all’epoca «si ripresentano nuovamente a guidare la nostra città» dice ricordando la «squadra coesa» che lo ha affiancato nelle ultime due consiliature interpretando la politica «come servizio alla città» e «senza indennità di servizio». Contrapposti ai «42 assessori in dieci anni» del centro destra che «non ha saputo dare continuità con i suoi uomini» richiamando le spese eccessive per le indennità di trasferta «anche per andare a Cosenza alla presentazione del Carnevale».
La scelta di responsabilità
Due modelli diversi – secondo Lo Polito -: prima di lui consulenze esterne anche per l’ufficio legale («costi che l’Osl sta finendo di pagare»), nei suoi governi lavoro internalizzato con i dipendenti comunali e ufficio legale interno per abbattere i costi e risparmiare 200 mila euro, tagliando anche i fitti passivi. «Potevamo dichiarare il dissesto appena insediati, ma ci siamo presi una grande responsabilità e lo rifarei mille volte», aggiunge tra gli applausi quando ricorda anche lo scellerato accorpamento dello Spoke Castrovillari – Acri nel 2012 definito «uno scambio sulla nostra pelle» che ha subito denunciato nelle sedi opportune e per il quale «sono stato sentito dalla guardia di Finanza». Un atto poi ritirato e contrastato nelle sedi opportune «senza fare selfie, perchè non si difende così la sanità».
Quando si insediò la situazione era molto diversa da quella «che oggi lascio a chi verrà dopo di me». Oggi ci sono nelle casse comunali «6 milioni 941 mila euro a fronte dei meno quattro milioni di quando mi sono insediato» oltre a 5 milioni e duecento mila euro della convenzione stipulata con la presidenza del Consiglio dei Ministri per «interventi importantissimi per la città come il Villaggio di Dante» un progetto per l’emergenza abitativa di famiglie bisognose (per 900 mila euro) oltre a 4 milioni per attività immateriali. Una eredità per la città che comprende anche il «progetto e l’accensione del mutuo per il palazzetto sport», la gara in fase di indizioni per la sistemazione del piazzale di fronte al castello aragonese, il fossato, piazzetta civitanova e largo vescovado, ed ancora 1milione e settecento mila euro per l’efficientamento energetico del villaggio scolastico, il recupero delle palestre delle scuole Enrico De Nicola e Giustino Fortunato, e i lavori di sistemazione dei marciapiedi sotto il Comune che inizieranno a Giugno, fino al milione e mezzo di euro per la bitumazione delle strade comunali. Ed ancora le opere realizzate in quasi tredici anni di amministrazione, alcune delle quali verranno inaugurate tra venerdì e sabato come ultimo atto prepedutico alla sua uscita definitiva dal palazzo di Città, prima dell’arrivo del nuovo sindaco di Castrovillari.