«Il Consiglio comunale urgente sulla sanità, convocato fuori dai termini previsti: per questo, unitamente a tutti gli altri Consiglieri di minoranza, ho presentato un esposto al Prefetto di Cosenza e scritto al Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno». Lo dichiara il consigliere comunale di minoranza Ferdinando Laghi (Solidarietà e Partecipazione) ripercorrendo le tappe di questo episodio che potrebbe iniziare ad incrinare i rapporti tra la maggioranza di governo e la minoranza in consiglio comunale.
Era il 2 luglio quando le forze di opposizione, in maniera congiunta, hanno depositato con regolare istanza protocollata, la richiesta di convocazione del Consiglio comunale, in sessione straordinaria, sull’emergenza sanitaria e sulla tutela dell’ospedale di Castrovillari. «Un argomento sensibile ed importante visti i problemi della sanità locale, ancor più pressanti in questo periodo dell’anno in cui, doverosamente e opportunamente, si concentrano le ferie estive degli operatori, destinate ad acuire i gravi problemi da cronica carenza di organici – spiega Laghi – Statuto e Regolamento del Consiglio stabiliscono che, quando la convocazione sia richiesta da almeno un quinto dei consiglieri assegnati, la seduta debba tenersi entro venti giorni dal deposito dell’istanza, con all’ordine del giorno gli argomenti proposti dai firmatari. Le nostre firme erano sei, ben oltre la soglia prevista, e il termine scadeva il 22 luglio».
Secondo il rituale il Presidente del Consiglio, Pierluigi Abenante, ha convocato il 20 luglio la riunione dei capigruppo per individuare la data della specifica seduta sulla sanità, dopo un primo e ulteriore incontro sul tema fissato il 7 luglio. Al termine dell’incontro il consiglio è stato convocato per il 3 agosto, su decisione «assunta dal Presidente del Consiglio in ordine a esigenze di capigruppo della maggioranza, nonostante la nostra esplicita contrarietà, manifestata in quella stessa sede» aggiunge Laghi. Decisione che va in contrapposizione con il ruolo del presidente del consiglio che «dovrebbe esercitare il suo mandato a tutela soprattutto dei diritti delle minoranze e garantire il rispetto di norme e regole di funzionamento del Consiglio» aggiunge il consigliere comunale di Solidarietà & Partecipazione.
«I termini indicati e fissati da Statuto e Regolamento comunale, che, a mia memoria, sono sempre stati rispettati nelle passate consiliature, non sono un dettaglio formale, ma la garanzia che l’ordinamento riconosce alle minoranze consiliari – afferma ancora Laghi –. Servono ad assicurare tempi certi, sottraendo la decisione sul “quando” alla convenienza di chi governa. Subordinare tutto alla disponibilità della maggioranza, svuota di senso le indicazioni normative e regolamentari, altera il corretto equilibrio tra maggioranza e opposizione e limita l’esercizio della funzione di indirizzo e controllo che spetta a ogni consigliere comunale. Ma apre anche possibili e allarmanti scenari futuri di una non consentita discrezionalità da parte della maggioranza, rispetto alla regolare partecipazione democratica da parte di rappresentanti della Comunità, regolarmente eletti. Abbiamo perciò chiesto al Prefetto e al Ministero – conclude Ferdinando Laghi – di verificare la legittimità della convocazione, fissata al 3 agosto, di accertare la corretta applicazione dello Statuto, del Regolamento e del Testo unico degli enti locali e di adottare le iniziative necessarie affinché simili situazioni non si ripetano».