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WINE EXPERIENCE

Andar per vigne e cantine: al via il press tour del Consorzio Terre di Cosenza

Parte domani dal Savuto il tour del consorzio del vino presieduto da Demetrio Stancati che per tre giorni approfondirà la conoscenza degli areali produttivi attorno al Magliocco

Lo hanno definito local wine experience: in sostanza sono tre giorni tra le vigne e le aziende vitivinicole del consorzio Terre di Cosenza. Un press tour dal carattere innovativo per irrobustrire l’azione di comunicazione e valorizzazione del vino cosentino, uno degli areali più significativi del panorama vitivinicolo calabrese, facendo leva su alcuni driver strategici, per creare un sistema enoturistico in cui diversi attori dialogano e collaborano tra di loro per accogliere al meglio i visitatori, garantire la giusta diffusione dei valori alla base della DOP e far sentire gli stessi visitatori parte del sistema.

Si parte domani approfondendo il tema del turismo enogastronomico con la visita ad alcune aziende del territorio di Bisignano, Altomonte e San Marco Argentano che meglio interpretano questa straordinaria dote di risorse tra biodiversità, storia e terroir, per poi approfondire la conoscenza di giovani cantine e viticoltura tradizionale passando per Marzi, Donnici, Rende e Cosenza (nella giornata di domenica) per concludere con il carattere montano dal cuore mediterraneo (lunedì) della viticoltura territorio visitando le aree di Frascineto, Saracena e Castrovillari.

Quattordici aziende in totale da scoprire attraverso la narrazione di due ospiti speciali: Matteo Gallello co-fondatore del magazine Verticale e della rivista Bromio e conduttore di corsi e seminari sul vino in tutta Italia e Massimiliano Rella giornalista, fotografo, comunicatore che vanta collaborazioni con le più importanti riviste di settore. E poi Francesca Oliverio e Gennaro Convertini a coordinare la squadra di giornalisti regionali che sarà al seguito dell’esperienza immersiva tra le cantine del cosentino.

Il tour si muoverà lungo le direttrici della produzione locale per approfondire il Magliocco dolce (vitigno principe della provincia di Cosenza) ma non solo. Ormai gli areali produttivi hanno dato prova di poter far esprimere al meglio anche le uva a bacca bianca (Greco, Malvasia, Guarnaccia, o ancora Mantonico e Pecorello). Grazie alle notevoli altitudini e gli sbalzi termici nel periodo della maturazione, le uve acquistano grande espressività che da carattere ai vini e ha permesso anche la possibilità di poter dar vita ad ottime bollicine da metodo classico del Sud.

Per il consorzio presieduto da Demetrio Stancati quello che parte domani è un grande momento per stringere anche alleanza con il mondo della comunicazione che svolge un ruolo fondamentale di stimolo allo sviluppo di un territorio e per questo, insieme agli operatori turistici in senso stretto, sono parte integranti nella creazione del sistema enoturistico di qualità.

Coca ci riserva il futuro?

Il settore del turismo enogastronomico è ovunque in netta ascesa. La naturale vocazione enoturistica delle aziende vitivinicole del cosentino, caratterizzate dalla piccola dimensione e dall’ubicazione in luoghi dalla particolare bellezza e ricchezza storica, naturalistica, antropologica oltreché dalla grande biodiversità, ha spinto verso la consapevolezza che il settore enoturistico rappresenti un volano di sviluppo per queste aziende che certamente, date le piccole dimensioni e le produzioni spesso di nicchia trovano un naturale sbocco verso la vendita diretta in azienda o on line.

«Per far questo, c’è bisogno di dotarsi di un sistema locale di accoglienza enoturistica, in grado di concepire il visitatore come un ospite da “coccolare”, stabilendo con esso relazioni di fiducia e amicizia, confidando nel valore aggiunto della spinta emozionale che l’elemento umano può conferire all’azione, sfruttando appieno anche il legame con il territorio, caratterizzato da elementi storici, culturali e naturalistici che si pongono quali attrattive fortemente distintive e capaci di associare Terre di Cosenza DOC a valori immateriali che esprimono storicità, autenticità, naturalezza» conclude il presidente di Terre di Cosenza.

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