Lo scenario è di quelli incantevoli, il pubblico quello delle grandi occasioni, e non poteva essere altrimenti che così portando il Vinitaly and the city sul chilometro più bello d’Italia. La magia tra Reggio Calabria e lo spin off di Veronafiere è scattato e bastava farsi un giro sul Longmare Falcomatà per capire che l’evento organizzato dalla Regione Calabria e Arsac ha visto la risposta di pubblico che ci si aspettava. Dopo i numeri da record di Sibari dove l’evento è consolidato da ormai tre anni, la prima giornata del fuori salone di Vinitaly nella città dello Stretto ha vissuto un debutto in grande stile. Una serie di degustazioni, talk, masterclass e appuntamenti culturali tra il palco centrale nell’arena dello Stretto e le aree provinciali dove si rinnova il consolidato racconto dei Gal tra i prodotti identitari delle cinque provincie calabresi ha animato la lunga notte dei reggini, dopo il taglio del nastro vissuto al Museo dei Bronzi.
Presenti il presidente della Regione Roberto Occhiuto, l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, il presidente dell’Ice Matteo Zoppas e il direttore generale di Veronafiere, Gianni Bruno, mentre oggi è atteso l’arrivo del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone che parteciperà ad uno degli approfondimenti più importanti della seconda giornata di Vinitaly and the city a Reggio Calabria.
Calabria regione che cresce di più
A margine dello start ufficiale della manifestazione il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha ribadito come «secondo i dati di Banca d’Italia, la Calabria è la regione che cresce di più. Ed è bello che da noi ci siano più turisti. E questo lo dico a Reggio Calabria dove l’aeroporto è fra quelli che crescono di più in Europa. Tutte queste cose servono a riaccendere i motori per far svoltare la nostra regione. Sibari ha funzionato, è stata una operazione positiva. Sono convinto che funzionerà ancor di più a Reggio Calabria. Abbiamo voluto creare quello connubio tra cantine e cultura: a Sibari nel parco archeologico e a Reggio Calabria nel museo nazionale dove ci sono i Bronzi di Riace»
Di “curiosità” verso la Calabria ha invece parlato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, sottolineando come quella di Vinitaly and the city è «una manifestazione di grande rilievo perché unisce un brand conosciuto a livello planetario con il territorio della Calabria. Credo che la nostra regione sta incuriosendo, e lo dimostra il fatto che nel 2025 la Calabria è stata una sorpresa per il turismo enogastronomico. Queste manifestazioni aiutano a far conoscere la Calabria migliore. Il format a Reggio Calabria è completamente nuovo rispetto a quello di Sibari e racconteremo come le nostre aziende sono brave a fare i compiti a casa. Ci aspettiamo tanta partecipazione di pubblico».
Il sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, ha sottolineato come quello iniziato ieri sia «un appuntamento destinato a lasciare il segno e a inserire la città in un circuito internazionale» e per il quale Reggio si candida «già ad ospitare la seconda edizione. E’ un grande evento che non ha precedenti per la storia della nostra città». Per il presidente dell’Ice, Zoppas, «il vino italiano sta passando un momento di riflessione. Dobbiamo spingere molto perché bisogna superare alcune criticità che ci possono essere. E’ stato organizzato un tavolo d’emergenza da parte della premier Meloni al quale c’erano anche i ministri Lollobrigida e Tajani. Questo per riuscire a portare il vino italiano nel mondo. Questo è importante perché aiutiamo le piccole e medie imprese a internazionalizzare il loro prodotto. Gli eventi del Vinitaly sono uno strumento incredibile per dare la possibilità agli imprenditori di trovare nuovi clienti e mercati». Sono ottanta le cantine e i produttori di amari e spirits calabresi che espongono le loro etichette e permettono l’assaggio dei vini da vitigni autoctoni, insieme ad 8 collettive nazionali che raccontano il movimento del vino italiano e le sue diverse anime tra territori, identità, cultura e storia.
Sul palcoscenico dell’Arena “Ciccio Franco” invece i concerti live di Maria Antonietta e Colombre, che hanno accompagnato i visitatori con la loro musica fino a notte fonda, chiudendo così la prima giornata della kermesse enologica.