Il Pollino rappresenta una «frontiera strategica per una nuova politica nazionale delle aree interne», soprattutto nel versante calabrese, dove lo spopolamento sta assumendo i contorni di una «vera emergenza demografica, economica e identitaria». E’ quanto ha sostenuto il commissario del Parco nazionale, Luigi Lirangi, nel confronto con i rappresentati territoriali dell’area nord Pollino di Fratelli d’Italia. Una riunione voluta e presieduta dal coordinatore territoriale Area Nord Pollino del partito, Giuseppe Abbenante, e alla quale ha preso parte anche il presidente della Provincia, Giancarlo Lamensa, insieme al presidente della commissione Regionale delle pari Opportunità Anna De Gaio, del Sindaco di Morano Mario Donadio dei coordinatori di Circolo Francesco Guaragna (Morano Calabro), Giuseppe Grisolia (Mormanno), Salvo Vicchio (Lungro) e Francesco Mainieri (Castrovillari) in sostituzione di Gianfranco Milanese.
I coordinatori di circolo hanno evidenziato la «preoccupazione» che interi borghi rischiano di scomparire non per mancanza di risorse, ma per «assenza di visione politica, di governo e di coraggio decisionale. È qui che serve una svolta netta, fondata su una strategia chiara, concreta e profondamente radicata nei valori della destra di governo: identità, lavoro, sicurezza, comunità, sovranità territoriale». Si è parlato di turismo sostenibile puntando sulla continuità del fenomeno e che sia capace di «generare reddito stabile e e occupazione, non solo presenze mordi e fuggi». Per questo serve puntare su un segmento organizzato e professionale, escursionismo, ciclovie, cammini e sentieristica attrezzata, turismo esperienziale legato ai borghi, alla storia, alle tradizioni, destagionalizzazione dell’offerta. «Il Parco – ha sostenuto Abbenante – deve diventare un marchio nazionale di qualità, non un’area musealizzata. La tutela dell’ambiente non è in contraddizione con lo sviluppo: è la sua condizione. Se governata con intelligenza diventa un volano socio economico. Valorizzare le produzioni locali e delle filiere diventa economia della montagna. Il Pollino vive se produce. E’ produce se viene messa al centro l’agricoltura montana, oggi eroica e troppo spesso abbandonata a sé stessa».
Per fare questo è necessario costruire e rafforzare la filiera agroalimentare locale, dal campo alla trasformazione, alla valorizzazione delle produzioni tipiche e identitarie, il sostegno alle cooperative di comunità. «La filiera del legno, oggi sottoutilizzata, che può generare lavoro, manutenzione del territorio e prevenzione del dissesto idrogeologico. Senza agricoltori, allevatori e operatori forestali, il Parco muore» ha aggiunto il coordinatore territoriale di Fratelli d’Italia. Anche i giovani sono stati al centro del confronto ribadendo che serve una nuova strategia capace di far diventare il Pollino «un’opportunità concreta» per chi vuole restare o tornare. E’ stato chiesto al commissario del Parco che l’Ente organizzi percorsi di formazione mirati alle nuove professioni verdi, digitali e turistiche, incentivando l’imprenditoria giovanile nelle aree interne.
Tema centrale è stato anche lo sviluppo legato alle infrastrutture. «I comuni del versante calabrese del Pollino soffrono un isolamento cronico che frena ogni prospettiva – ha aggiunto Abbenante – Servono interventi chiari e sulla viabilità interna ed esterna, manutenzione e messa in sicurezza delle strade, infrastruttura digitale, potenziamento e manutenzione della rete sentieristica, come vera infrastruttura turistica. Le aree interne non chiedono assistenzialismo, ma pari dignità territoriale». Sul controllo del territorio e il ruolo dei Carabinieri forestale per la tutela dell’ambiente Fratelli d’Italia ha espresso il bisogno di «rafforzare il ruolo e gli organici» garantendo presenza costante, prevenzione degli incendi, contrasto agli illeciti ambientali e supporto alla gestione sostenibile delle risorse. Dove lo Stato arretra, il territorio si degrada. Il Parco deve essere governato con una visione politica chiara, ma anche con il coinvolgimento reale di comuni, cittadini, associazioni e operatori economici» ha concluso il coordinamento territoriale.
« Fratelli d’Italia ha il dovere storico di dimostrare che esiste una destra di governo capace di coniugare tutela ambientale, sviluppo economico e identità territoriale. Il Pollino può diventare un modello nazionale di rinascita delle aree interne, contro lo spopolamento e contro l’abbandono».