«L’anatomia patologica è in stretta connessione con attività ospedaliere e ambulatoriali: da questo servizio diagnostico dipendono molte decisioni terapeutiche». Lo afferma il consigliere regionale Ferdinando Laghi che punta il dito sulla delibera (n. 1289 del 17 settembre scorso), con la quale l’Asp di Cosenza prende atto della convenzione con l’Azienda ospedaliera per la rete Hub & Spoke di anatomia patologica, «che avrebbe meritato innanzitutto ben altra trasparenza. La copia dell’atto, per altro non pubblicato neanche sull’Albo pretorio, si ferma a sette pagine: il testo della convenzione e l’allegato tecnico, definiti parte integrante e sostanziale, non sono disponibili». La convenzione porta la data del 17 settembre – continua il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi – lo stesso giorno in cui la Giunta regionale ha nominato il nuovo direttore generale dell’Asp. È stata sottoscritta, dunque, sulla soglia d’uscita del commissario straordinario Vitaliano De Salazar, che in quelle ore guidava entrambe le aziende firmatarie e che resta alla testa dell’Azienda ospedaliera, cioè dell’Hub . Gli atti adottati a termine di mandato raramente sono i più sostenibili. Nelle premesse della delibera, peraltro, l’allegato tecnico viene intitolato “Progetto di riorganizzazione e unificazione delle Unità Operative di Anatomia Patologica della provincia di Cosenza”, mentre l’oggetto parla del più rassicurante “coordinamento delle attività”– evidenzia Laghi –. La parola “unificazione”, insieme all’obiettivo dichiarato di realizzare “un centro unico di riferimento” condiviso tra le due aziende, pretende una spiegazione prima di qualsiasi passo successivo».
«I tempi sono serratissimi: entro quindici giorni dalla firma un tavolo tecnico interaziendale dovrà predisporre il progetto che fisserà governance, flussi operativi, partecipazione del personale, investimenti, costi di gestione e criteri di riparto tra le due aziende – afferma ancora il consigliere regionale –. Scelte di questa portata non possono maturare in due settimane e al riparo dallo sguardo dei territori, tanto più in un’azienda che sulla trasparenza ha già dato pessima prova di sé. Nel mio caso sono serviti sette mesi, quattro Pec e l’intervento dell’ufficio competente in materia di trasparenza presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per ottenere dall’Asp un dato banale, come le date di inizio e di fine dei lavori del Pronto soccorso di Castrovillari».
«Seguo la vicenda da tempo e faccio mie, per intero, le preoccupazioni puntuali e motivate espresse dalla collega Elisa Scutellà – rimarca Laghi –. L’anatomia patologica va rafforzata negli ospedali spoke. Una convenzione con l’Annunziata per esami particolarissimi, non eseguibili negli spoke, può essere valutata, non certo il fatto di creare potenziali disservizi e disagi certi per i pazienti, magari con l’unico scopo di incrementare “i numeri” dell’Azienda Ospedaliera o della Facoltà di Medicina. Finché la vicenda resterà nebulosa e poco chiara però, abbiamo il dovere di temere un ulteriore depotenziamento degli spoke di Corigliano Rossano e Castrovillari, oltre a pretendere dall’ASP una trasparenza che continua a latitare».
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Anatomia patologica di Castrovillari e Rossano, Laghi: “La convenzione al buio mortifica i territori
Il consigliere regionale e segretario questore interviene sulla delibera dai termini poco chiari con cui l'Azienda sanitaria provinciale ha preso atto di un accordo con l'Azienda ospedaliera di Cosenza