L’ordinanza della Dda di Catanzaro che stamane ha dato vita ad un vero e proprio terremoto giudiziario nella Sibaritide coinvolge i due versanti di una stessa vicenda: quello criminale, con i nomi di Damiano Pepe e di persone già condannate in primo grado per l’omicidio di Pasquale Aquino, e quello politico-amministrativo, con il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi e il consigliere comunale Pietro Lucisano, entrambi ai domiciliari. Nelle 308 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare si evince la disposizione di 24 custodie in carcere e 17 arresti domiciliari, per un totale di 41 misure.
Le accuse, contestate a vario titolo, comprendono associazione mafiosa, omicidio, detenzione e porto di armi, estorsione, rapina, furto, intestazione fittizia di beni, procurata inosservanza di pena, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e patto elettorale politico-mafioso. Le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nel corso del procedimento. Tra i nomi che riportano all’agguato di contrada Lattughelle, dove il 24 ottobre è stata uccisa Silvana Sibarelli, c’è quello di Damiano Pepe, compagno della donna e destinatario della custodia in carcere. Ai domiciliari è finito il fratello, Marcello Pepe. Il nome di Silvana Sibarelli compare nell’ordinanza, ma la donna, uccisa nell’agguato, non va conteggiata tra le persone raggiunte dalle misure cautelari eseguite.
Nell’inchiesta figurano anche Francesco Le Pera, Giorgio Arturi e Manuel Intrieri, condannati in primo grado dalla Corte d’Assise di Cosenza per l’omicidio di Pasquale Aquino, ucciso a Schiavonea nel maggio 2022. Le pene inflitte il 22 ottobre sono state rispettivamente di 30, 28 e 23 anni. Le Pera e Arturi sono tra i destinatari della custodia in carcere nell’operazione della Dda; Intrieri è ai domiciliari.
Tutti i nomi delle persone raggiunte dalle misure cautelari
In carcere: Aldo Abbruzzese, Pietro Attadia, Giorgio Arturi detto “Massimo”, Rocco Azzaro, Luigi Benemerito, Carmine Civale, Giovanni Chiaradia, Piero Francesco Chiaradia, Giovanni Covello, Augusto De Simone, Francesco De Vincenti, Giuseppe Ferrante, Salvatore Galluzzi, Carmine Ginese, Francesco Le Pera, Annibale Matalone, Damiano Pepe, Natale Perri, Giuseppe Sammarro, Alfonso Scarcella, Pasquale “Nino” Semeraro, Vincenzo Sibarella, Francesco Sommario e Antonio Manuel Spina.
Ai domiciliari: Mario Alonia, Antonio Angiò, Domenico Arcidiacono, Antonio Azzaro, Luigi Benincasa, Domenico Catalano, Vincenzo Curia, Walter Giovanni La Fauci, Pietro Lucisano, Manuel Intrieri, Antonio Martino, Giovanni Maulicino, Antonio Mingrone, Marcello Pepe, Sandro Sibarelli, Flavio Stasi e Santo Straface.
Il provvedimento è stato emesso nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni costituiscono ipotesi accusatorie e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a una sentenza definitiva.