La Calabria assediata dal fuoco. Nelle ultime 24 ore si sono registrati, infatti, nella nostra regione, ben 164 interventi delle squadre dei Vigili del fuoco, mentre altri 26 sono ancora in corso. Una situazione che il direttore regionale dei Vigili del fuoco Calabria, Maurizio Lucia, giudica «sicuramente impegnativa». «Una condizione che preoccupa per il numero di focolai in atto e per il susseguirsi delle giornate di caldo che alimenta il combustibile, ovvero il materiale vegetale secco. Il grado di severità delle attività operative – aggiunge – è andato via via crescendo in concomitanza con il gran caldo. Abbiamo registrato un numero di interventi sempre più diffuso sul territorio regionale. In queste ultime ore le aree più colpite sono state il Cosentino, il Catanzarese e il Vibonese. Abbiamo interventi importanti nel Parco nazionale del Pollino».
Qui, in particolare, le operazioni di spegnimento vanno avanti, senza soluzione di continuità, da domenica. A tal proposito, il Comando provinciale di Cosenza ha richiamato personale libero dal servizio per far fronte al crescente numero di interventi. Lo stesso è avvenuto in provincia di Vibo Valentia. Il direttore regionale dei Vigili del Fuoco ha precisato che al momento non vi è necessità di richiedere un supporto di mezzi e personale da altre regioni. «In questo momento non si reputa utile, è evidente però che se le condizioni dovessero permanere per ancora diversi giorni si dovrà ricorrere al contributo di personale da altre regioni, anche per una questione di logoramento del personale calabrese che non può continuare a fare prestazioni in servizio straordinario all’infinito. Però le previsioni di queste ultime ore tendono a indicare un abbassamento delle temperature. Un cambiamento nelle condizioni microclimatiche dovrebbe produrre – conclude Lucia – un miglioramento sotto il profilo del contenimento nel numero degli incendi».
Intanto gli animalisti dell’Associazione italiana difesa animali ed ambiente hanno annunciato la presentazione, nei prossimi giorni, di denunce in tutte le procure Calabresi mettendo al contempo «una taglia di 1.000 euro che sarà pagata a chi con la sua denuncia, rilasciata nei termini di legge alle forze dell’ordine, permetterà di individuare e far condannare in via definitiva il piromane o i piromani che fanno uso di gatti o altri animali, che poi trovano la morte, per innescare o alimentare roghi o incendi boschivi». La Protezione Civile della Calabria ha infatti annunciato di aver trovato, fra gli inneschi, anche dei gatti a cui vengono legati alla coda degli stracci imbevuti di liquido infiammabile per poi essere incendiati a fatti correre dove l’erba è alta per innescare i roghi che poi si diffondono.