C’era anche la Calabria e il Pollino per le strade di Roma sabato 17 ottobre, durante la manifestazione nazionale della Cgil “La Via Maestra”. Il lungo corteo che ha attraversato le strade della Capitale per giungere a Piazza del Popolo dove si sono alternati gli interventi dal palco insieme a quello del segretario generale Maurizio Landini, ha visto una folta rappresentanza di uomini e donne del sindacato calabresi, cittadini e rappresentati di diverse associazioni, in rappresentanza della società civile.
La volontà della manifestazione era quello di rivendicare un Paese fondato sul lavoro, sulla giustizia sociale, sull’uguaglianza e sulla pace, così come indicato dalla Costituzione”. La manifestazione ha rilanciato diverse proposte e rivendicazioni: più salari e meno precarietà, un fisco “davvero giusto”, sanità e istruzione pubbliche per tutte e tutti, accesso alla casa, cura dell’ambiente, libertà di dissenso alla difesa e attuazione della Costituzione. E poi la richiesta di pace: no al riarmo e all’aumento della spesa militare.
Anche il tema del lavoro è stato centrale nella piattaforma di rivendicazione e su questo una delegazione della Fillea Cgil del Pollino ha sfilato in corteo portando il messaggio delle morti sul lavoro come «omicidi di stato» definendoli in uno striscione «operaicidi», richiamando la necessità che questi incidenti non restino impuniti. Lo striscione calabrese aveva stampata l’immagine di Edison Malaj l’operaio morto in un cantiere di Frascineto che da poco ha visto iniziare la fase dibattimentale in tribunale nella quale la Fillea Calabria si è costituita parte civile. Insieme ai sindacati ha sfilato a Roma anche la moglie Silvana Malaj, che da anni si batte per ottenere giustizia per la tragica morte del marito.