I Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno condotto una indagine che ha permesso di scoprire e smantellare un sodalizio criminale che rubava reperti archeologici nei parchi di Scolacium, antica Kaulon e Capo Colonna. Due persone sono finite in carcere e nove agli arresti domiciliari
La droga era nascosta in alcuni container che trasportavano prodotti surgelati provenienti dall’America Latina. Il controllo dei militari della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e del personale dell’Agenzia delle Dogane ha permesso di intercettare il carico illegale all’interno dell’area portuale di Gioia Tauro. Sequestrati 154 panetti di cocaina purissima per un peso complessivo di 175 chilogrammi. Carico di droga che avrebbe fruttato 30 milioni di euro se immesso sul mercato.
Cinque persone sono ritenute responsabili a vario titolo di sfruttamento di lavoratori stranieri, lesioni personali colpose aggravate dalla violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro e subappalto non autorizzato. Eseguite 19 perquisizioni delegate dalla Procura di Biella in 8 Regioni. Le fiamme gialle ispezionano anche la Calabria.
Quindici arresti tra Lombardia e Calabria per un traffico internazionale di cocaina dal Sudamerica. Coinvolti esponenti di ‘ndrine e un clan satellite dei Di Lauro. Misure cautelari personali (12 in carcere e 3 ai domiciliari) nei confronti di appartenenti all’associazione criminale che a vario titolo hanno diretto, finanziato e organizzato un traffico internazionale di sostanze stupefacenti dal Sudamerica.
I militari del Comando Provinciale Catanzaro della Guardia di Finanza, con la collaborazione del Servizio Centrale I.C.O. Roma e del Comando Provinciale Cosenza, hanno dato esecuzione ad un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal Tribunale di Catanzaro – Sezione G.I.P. – G.U.P., su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro – Direzione Distrettuale Antimafia, con cui è stata disposta la custodia in carcere nei confronti di due soggetti, marito e moglie originari di Acquappesa e residenti a Cetraro, per i quali il GIP ha ritenuto sussistere gravi indizi di colpevolezza per la commissione di reati di usura ed estorsione, aggravati dal metodo mafioso.
Il fatto omicidiario avvenuto la sera del 2 dicembre del 2020, sarebbe da inquadrarsi nella complessiva strategia criminale finalizzata ad assicurare l’egemonia, in tutta la piana di Sibari, delle cosche di ‘ndrangheta “Abbruzzese” e “Forastefano”. Ai mandanti e autori del delitto di Giuseppe Gaetani la Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro sarebbe arrivata grazie alle testimonianze rese da due collaboratori di giustizia
Comunicato stampa ufficiale
Nella mattina dell’11 settembre 2025 i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Acri, Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza, hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Cosenza su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza, nei confronti di un soggetto di Acri, sulla base della ritenuta sussistenza dei gravi indizi in ordine all’incendio sviluppatosi in data 25 luglio scorso nella località “Vagno” del Comune di Acri, e che ha interessato una superficie caratterizzata da macchia mediterranea, mettendo a rischio un’abitazione ed un vicino bosco di conifere ad alto fusto.
Una operazione antindrangheta è stata condotta in provincia di Cosenza, a Cuneo e Parma per dare esecuzione ad un’ordinanza cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro nei confronti di 5 indagati, 4 dei quali destinatari di custodia in carcere ed 1 di divieto di dimora nella regione Calabria, sulla base della ritenuta sussistenza di gravi indizi in ordine ai delitti, a vario titolo ipotizzati nei loro confronti, di associazione di tipo mafioso e tentata estorsione aggravata dal metodo e dalla finalità di agevolazione mafiosa.
Trenta le misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili a vario titolo di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina, marijuana e hashish.