A livello nazionale di predilige il “campo largo”, non a Castrovillari dove il centrosinistra si presenta in “formato ridotto”. E’ l’analisi di Carmine Zaccaro, dell’Associazione Politico Culturale Salvemini che si dice “dispiaciuto” dal panorama del centrosinistra che definisce “alquanto asfittico, privo di una robusta proposta programmatica”.
L’operazione a “freddo” e “meramente di palazzo” che ha portato alla candidatura di Ernesto Bello non piace alla “Salvemini” che probabilmente avrebbe voluto un discorso più ampio sulla scelta del candidato ridotto ad una decisione prettamente del Partito Democratico. Un partito che “mostra una sorta di allergia all’apertura, al confronto ed all’ascolto di quel variegato mondo politico, culturale, sociale, produttivo e professionale di ispirazione liberalprogressista, di cultura laica e cattolica, che potrebbe contribuire ad arricchire e qualificare la proposta politica di centrosinistra di amministrazione della città”. Bisogna evitare che la “filiera del centrodestra” metta piede anche in città, ed allora “non è sufficiente presentare alla cittadinanza i risultati, in prevalenza apprezzabili, ma sicuramente migliorabili, di un bilancio decennale di amministrazione di centrosinistra della nostra città. Occorre, soprattutto, definire un’alleanza di forze politiche, sociali, civiche e dell’associazionismo diffuso, di cultura progressista, democratica e riformista, tenute assieme da un programma che sia in grado di proiettare la nostra comunità territoriale in una dimensione di crescita e di sviluppo che potenzialmente è nelle sue corde”.
La città “ha strettamente bisogno di servizi migliori, più efficienti e moderni, sia di natura ambientale e socio-sanitari che di tipo burocratico-amministrativi. Ma necessita anche di un’amministrazione pubblica che sia capace di promuovere iniziative che favoriscano insediamenti produttivi nelle aree deputate a tale ruolo dal nuovo strumento di pianificazione urbanistica comunale in corso di approvazione”.
Tutto ciò, conclude Zaccaro “richiede un impegno politico-amministrativo di notevole portata, che solo la mobilitazione di tante energie e competenze e l’allargamento del confronto e della partecipazione all’intera area democratica e progressista possono garantire. Ma che fin qui, almeno, il sedicente centrosinistra non ha provato a fare”.