«Le parole hanno un peso». Inizia così l’affondo di Eugenio Salerno, neo aderente a Futuro Nazionale del generale Vannacci, contro Civicamente il movimento di Luca Donadio che ha dichiarato apertamente che non esistono le condizioni politiche per accogliere l’ex esponente della Lega tra le fila dei candidati per le prossime amministrative.
Uno “sgarbo” politico che non è stato digerito e che dall’elogio del giorno prima verso la proposta coraggiosa dell’avvocato castrovillarese e della sua squadra, di fatto è diventata una «lista civica» che «si rivela, nei fatti, una proposta chiaramente connotata a sinistra. Una scelta legittima, ma che viene volutamente celata dietro una veste civica per apparire neutrale e ampliare il consenso».
Chissà se invece le parole fossero state di accoglienza se tutto questo dire Salerno lo avrebbe avuto. Quindi si è vero «le parole hanno un peso» per tutti. Anche se in politica, purtroppo non lo hanno più.
Per Salerno «una stretta di mano» vale «più di qualsiasi firma. Sono i principi con cui sono cresciuto e che hanno sempre guidato la mia attività politica. Oggi, però, devo prendere atto – con amarezza – che non tutti attribuiscono lo stesso valore agli impegni assunti». I fatti riportano quanto accaduto con l’aspirante candidato a Sindaco Donadio con il quale ci sarebbe state «parole condivise, impegni presi, una stretta di mano… e poi, improvvisamente, tutto svuotato di significato».
Alle parole riportate nel comunicato del movimento civico «apertura, inclusione, responsabilità, passione» non seguono riscontri «nei comportamenti, restano solo enunciazioni prive di sostanza. Ed è proprio in questa distanza tra ciò che si dice e ciò che si fa» che emergerebbe con chiarezza il «camuffamento che tradisce non solo la trasparenza politica, ma anche la fiducia di chi crede nel valore autentico delle parole e degli impegni assunti».
«Avevo scelto di sostenere questo progetto – aggiunge Salerno – perché avevo creduto davvero in quelle parole e nell’impegno assunto personalmente, per rispetto verso la mia comunità e verso ciò che una parola data dovrebbe rappresentare. Scoprire oggi che “non ci sono le condizioni”, dopo che ieri erano state assicurate, non è solo una contraddizione: è una mancanza di coerenza e di rispetto. E quando viene meno la coerenza, inevitabilmente si perde anche la credibilità. Chi svuota le parole e riduce una stretta di mano a un gesto privo di valore non costruisce futuro e non merita fiducia. Né oggi, né domani».
Il neo rappresentante di Vannacci sul Pollino aggiunge che continuerà «a fare politica con la P maiuscola: quella fatta di lealtà, ascolto autentico, rispetto degli impegni e amore per la propria comunità. Perché senza integrità, la politica resta solo parola pronunciata e mai vissuta. E le parole non vissute, inevitabilmente, le porta via il vento. Insieme a chi le usa senza crederci davvero».