Se mai troverete una persona schietta, che non fa tanti giri di parole e arriva dritto al cuore delle cose, tenetevela stretta, perchè vorrà dire che avrete trovato un amico sincero, che tiene al vostro bene e fa di tutto per farvelo capire. Lorenzo D’Atri era così: limpido e diretto, verace e irriverente allo stesso modo. Figura difficile da capire in un mondo che spesso cerca giri di parole per cercare la condivisione e l’approvazione generale, ma di sicuro un buono, che voleva il bene delle persone e dei contesti ai quali si legava. Una vita vissuta con partecipazione, sempre in prima fila nei momenti che contano per la città e la sua famiglia, che ha prematuramente lasciato in una mattina di sole quando il freddo dell’inverno è ancora troppo lontano per farsi sentire sulla pelle.
Uomo di contenuto, autonomo e libero ha sempre esercitato il suo pensiero per creare dibattito, a volte anche acceso, sulle questioni importanti che riguardavano Castrovillari città che, dopo i suoi affetti, era per lui il bene più prezioso per il quale non aveva paura di metterci la faccia. Spesso, con la sua autorevolezza di uomo politico cresciuto nei valori dei partiti della prima repubblica, ha lanciato strali, sollevato interrogativi, puntato il dito, con l’unico obiettivo di cercare la verità, di accendere la riflessione, di non accettare dogmi preconfezionati, per mettere a fuoco soluzioni e proporre visioni nuove, contemporanee, lungimiranti.
Socialista della prima ora, aveva il garofano stampato sul petto. La politica è stato un vero motore che ha animato le sue giornate fino all’ultimo respiro, come sangue che scorre nelle vene e dona la vitalità giusta per affrontare le sfide migliori. Battagliero, diretto, sarcastico e cinico quando serviva, ha saputo avere visione, e quando guardava oltre l’orizzonte del presente forse il suo dito puntava troppo lontano per poter essere seguito. Ma lui non aveva paura, sapeva guardare lontano. E lo ha dimostrato nelle stagioni nelle quali è stato amministratore. Aveva lo spirito del condottiero e l’entusiasmo della gioventù, il sorriso sempre stampato sul viso anche quando la fatica e le prove della vita avevano scalfito la corazza del lottatore.
Amante delle tradizioni che non mancava mai di onorare, chitarra in mano nei momenti di convivialità, ha scritto pagine di castrovillaresità tra i banchi della politica e l’attività dentro le mura scolastiche. “Qua si campa d’aria” era uno dei motti coniati per contrappore la sua visione di sviluppo per Castrovillari alla stagione dei “no” che la città ha vissuto nel passato. La sua voce prorompente tuonava spesso contro coloro che provavano a frenare una visione moderna per il contesto nel quale viveva e per il quale ha speso tanto come imprenditore, politico e cittadino. Un uomo tutto d’un pezzo, che ha saputo regalare ai suoi figli l’esempio di una vita piena di passioni, positiva, libera e senza peli sulla lingua. Un vero amico di Castrovillari capace di dire, senza mezze misure, le cose che scuotono per il bene collettivo. Uno degli ultimi autentici interpreti della partecipazione civile, che mancherà a tanti. Come il suo stile inconfondibile che lo ha reso autentico.
Le esequie si terranno domani 9 dicembre alle ore 15:00 presso la Chiesa di San Francesco a Castrovillari. Alla famiglia la vicinanza sincera della redazione di Abmreport