Ha il volto contemporaneo ma la radice nella memoria del passato enologico della Calabria, la nuova etichetta di Cantine Viola, presentata a Verona nel corso dell’ultima edizione del Vinitaly. Luigi Viola, decano della viticoltura del Pollino e uomo che ha contribuito con la sua passione nella riscoperta del Moscato di Saracena, è arrivato al salone internazionale dei vini e dei distillati con una nuova chicca, recuperata nella memoria della sua infanzia, quando apprese dal nonno a fare il Raspato.
«Si chiama Raspato perchè nella botte si usa mettere una manciata di raspi. L’ho chiamato Vino del preside – spiega Luigi Viola – perchè l’ho voluto dedicare a mio fratello che era preside al Liceo di Cassano, che mi ha insistito tanto nel commercializzare questo vino che ha una ricetta secolare e una storia antichissima. E’ il vino che viene fatto utilizzando le stesse uve che si utilizzano per fare il MOscato di Saracena, logicamente in proporzioni un pò diverse. E bisogna ottenere un vino secco, profumattisismo».
La nuova bottiglia ha debutatto in un importante momento di racconto della Calabria enogastronomica alla stampa nazionale di settore, che ha visto come protagonista la cucina di Francesco Mazzei ormai consolidato chef calabrese che nel cuore di Londra amplifica il messaggio delle identità alimentari della regione ad un pubblico internazionale.
«La Calabria è un terreno vergine. La gente non sa che abbiamo una varietà di prodotti come la liquirizia, il bergamotto, la nduja (solo per citarne alcuni). Il nostro compito è quello di valorizzarli non solo in chiave calabrese ma usare questi prodotti a livello globale». Nel suo menù, pensato per l’occasione, una ricca dispensa di ricchezze agroalimentari calabresi assemblate in piatti unici per gli ospiti della Calabria al Vinitaly.