Grande partecipazione alla resentazione del libro “Il mito della guerra di Sybaris” di Antoniino Ballarati tenutasi a Lungro. Ballarati ha catturato un’attenta e qualificata platea con la sua opera grazie a un tuffo nella Magna Grecia del 510 a.C., nelle sue vicende, tra i suoi uomini, come il mitico atleta olimpionico plurivittorioso e stratega dell’esercito, il guerriero Milone, il filosofo Pitagora, il tiranno Telys, per ricordare la sua città più grande, Sibari, prima della distruzione per la guerra contro Crotone.
L’autore in questo libro ricostruisce e racconta i fatti storici di Sibari, splendida e fiorente colonia greca, fulcro, intorno al primo millennio a.C., di una intensa attività culturale e di una non meno vivacità economica.
Questa da oggi arricchisce la prestigiosa biblioteca diocesana di Lungro nonché quelle dei Comuni di Firmo e Lungro e, pure, del liceo Scientifico ” Santoianni”, i cui alunni hanno presenziato, con entusiasmo, all’evento e in maniera davvero originale.” L’appuntamento è stato un’altra chicca dell’autore, da sempre accanito del mondo omerico.
Al partecipato evento sono intervenuti soci del Kiwanis i quali hanno ringraziato la loro presidente, Marianna Fioravante, ed il Governatore, Emanuela Capparelli, per aver partecipato all’appuntamento a cui hanno dato man forte il sodalizio territoriale con il Comune nella persona del Sindaco, Carmine Ferraro, nonché l’Eparchia di Lungro dove è stato declinato il momento connotato dalla gradita presenza del Vescovo, Donato Oliverio.
Un’occasioneal centro della quale hanno pulsato sensibilità e capacità intrise di amore e passione per la propria cultura e identità come ricordato, tra l’altro, nei raccordi, dalla relatrice e docente Minella Bloise, presidente dell’Accademia Pollineana.
“I miei libri, come questo, sono il luogo- ha sottolineato l’autore a chi lo ha avvicinato subito dopo l’incontro- dove intercetto vite e avvenimenti del passato i quali , anche attraversando drammi ed esistenze, presentano storie che richiamano, colpiscono e mettono in movimento, suscitando un desiderio che dà speranza perché richiama l’opportunità di comprendere il passato, fondamentale per assaporare quella densità umana e culturale che scorrono ancora oggi interrogando le generazioni sull’importanza di riappropriarsi della propria storia e delle proprie radici.”