Per un giorno sulla scena del crimine o a caccia di piromani che distruggono il territorio, approfondendo le tecniche investigative che servono per repertare un’arma o delle tracce di sangue in un contesto di indagine. Ma anche come si fa a osservare le tracce lasciate dai piromani nei boschi distrutti da un incendio. E’ una vera scuola di formazione condensata in poche ore quella offerta ai ragazzi delle scuole di Castrovillari dai Militari del Comando Compagnia Carabinieri di Castrovillari e dai Carabinieri Forestale della Stazione della città del Pollino. In occasione del 4 Novembre si rinnova il legame tra gli uomini dell’Arma agli ordini del Capitano Michelangelo Iocolo e il territorio, con particolare attenzione alle scuole, all’interno delle quali il personale in divisa si reca spesso per rafforzare l’educazione alla legalità.
Bastava guardare gli occhi sgranati e lo sguardo attento dei ragazzi per capire che giornate come questa sono fondamentali per avvicinare i giovani a temi delicati, ma purtroppo sempre più di stretta attualità, ma soprattutto per permettere a tanti di guardare ai servitori dello Stato (in particolare i Carabinieri) come uomini che si dedicano con passione alla difesa delle comunità, alla salvaguardia del territorio, alla sicurezza di tutti. Dita alzate al cielo per le domande più “scomode” e curiose e poi l’immancabile “assalto pacifico” ad uno dei veicoli del pronto intervento Radiomobile che ha conquistato lo sguardo dei tanti giovanissimi che hanno fatto a gara per sedersi al posto di guida, osservare i comandi e i dispositivi dell’auto utilizzata quotidianamente dai Carabinieri per pattugliare il territorio della città di Castrovillari e del comprensorio.
Per “Caserme aperte” nel chiostro della storica struttura che accoglie il presidio dei carabinieri in città circa un centinaio di studenti hanno trovato allestita la scena di un crimine, con tanto di nastro bianco e rosso utilizzato nella realtà per delimitare aree di investigazione, e un’arma da fuoco da repertare insieme alle impronte di un potenziale assassino. Più in là gli uomini della Forestale con le loro sacche di investigazione pronti a partire per i boschi dove un immaginario piromane ha distrutto parte del nostro territorio. Palette segnaletiche per le tracce ritrovate, boccette per la campionatura dei reperti ritrovati, ispezione delle tracce tutto riproposto con dovizia di particolare per appassionante i giovani studenti e permettergli di calarsi in un giorno di “ordinaria amministrazione” per gli uomini che garantiscono la nostra sicurezza con un lavoro certosino che spesso passa inosservato agli occhi di tutti.
Una giornata di immersione nella vita dei Carabinieri per ritornare a casa con il cuore gonfio di orgoglio per il lavoro quotidiano offerto alla comunità e magari vedersi salutare per strada, domani, dai tanti giovani che hanno compreso che quegli uomini in giacca e pantalone nero, con berretto e fiamma accesa sempre in testa sono gli eroi silenziosi della nostra vita, che possiamo incontrare sul marciapiede e riconoscere come servitori appassionati della gente, prima che dello Stato. A loro il grazie infinito per il servizio e l’esempio che offrono a tutti noi, dovrebbe essere forse un gesto condiviso non solo in giornate come queste. Ma sempre.