Il sequestro penale delle mille bombole di gas alterate scoperte dai Carabinieri di Altomonte durante un controllo in un’azienda finita al centro di una indagine per tentata frode in commercio è stato annullato dal Tribunale della Libertà di Cosenza. Il provvedimento dei guidici emesso il 14 settembre scorso ha permesso la restituzione all’azienda del materiale finito in indagine e che ha visto denunciati in concorso per tentata frode il legale rappresentante, il responsabile del deposito, il contabile e due addetti al rifornimento.
A darne notizia è l’azienda stessa con un comunicato diffuso «a tutela dell’immagine aziendale». Secondo quanto stabilito dal Tribunale, le motivazioni alla base del sequestro iniziale non hanno superato il vaglio del controllo successivo. I Carabinieri della Stazione di Altomonte hanno già provveduto a riconsegnare tutte le bombole di GPL alla Società, ripristinando la piena disponibilità del materiale all’interno dello stabilimento altomontese.
«La pronuncia del Tribunale della Libertà rappresenta un’importante rivincita legale per la società – si legge nella nota stampa – che ora può tornare a operare senza l’ipoteca del sequestro». Resta invece in essere il sequestro amministrativo dell’impianto di imbottigliamento secondo quanto riferiscono le autorità inquirenti.