Si è tenuta nei giorni scorsi la grande festa del Liceo Classico “Garibaldi” di Castrovillari che ha celebrato la Notte Nazionale dei Licei Classici 2026, un evento che giunge ormai alla sua dodicesima edizione e a cui il Garibaldi partecipa sempre con grande entusiasmo.
Il tema di quest’anno è stato l’Humanitas, una parola latina con cui gli antichi si interrogavano sul senso di essere uomini. Una domanda sempre nuova per cui non esiste una risposta univoca, ma un’eredità che chiede di essere interpellata. Un invito ad aprirsi all’altro, a riconoscere nell’incontro, nell’ascolto e nella diversità la sostanza stessa dell’umanità.
Per l’occasione, il Garibaldi, solo per una notte, ha abbandonato lo storico edificio dei Cappuccini di via Roma per trasferirisi sul palcoscenico del Teatro Sybaris, a testimonianza di una sinergia forte e consolidata tra territorio e comunità scolastica. Un palcoscenico si è trasformato in aula e il sapere che ogni giorno si coltiva tra i banchi, è diventato materia viva da condividere con l’intera comunità cittadina. Un connubio che conferma l’importanza dell’impronta dei classici per la costruzione di un apprendimento non solo tradizionale, ma anche alternativo, non limitato alle mura scolastiche, ma pronto a costruire ponti e ad abitare il presente.
La serata, come da tradizione, si è paerta con l’Inno d’Italia cantato dalla studentessa Gaia Oliveto, a cui è seguita una coreografia altamente suggestiva della maestra Tilde Nocera. Un’introduzione che ha valirzzato l’arte canora e quella coreutica, come ormai il Garibaldi fa da tempo. Dopo il video del Ministro Valditara, dell’organizzatore nazionale, prof. Rocco Schembra e l’interessante contributo del prof. Giancarlo Costabile, ricercatore all’Università della Calabria di Storia dell’Educazione, sono stati lgia alunni a dicventaqre protagoniswti. La centralità della manifestazione è stata occupata dai contributi delle varie classi, che si sono cimentate in performance di vario tipo sul tema dell’Humanitas. Gli studenti del Garibaldi, guidati dai loro docenti, hanno illuminato il palcoscenico con letture, drammatizzazioni e performance canore, mescolando più linguaggi e più codici per ascoltare e divulgare la voce degli antichi che, da lontano, continua ad insegnarci come vivere insieme.
A conclusione un momento aggregativo importante che fa ormai parte di una tradizione: la rivisitazione della canzone di “Tutta l’Italia” di Gabry Ponte in “Tutto il Liceo”. Un momento di unione e affiatamento che traduce il senso più letterale della “pedagogia dell’incontro”che contraddistingue il “Garibaldi”, perché ballare insieme sul palco, mescolando le braccia, le mani e le voci di chi abita la scuola ogni giorno a più livelli: docenti, studenti e collaboratori, è il più grande messaggio di Humanitas che si possa trasmettere, il senso di una radice unificante che dà speranza a tutti. Una serata particolarmente coinvolgente. Complimenti ai ragazzi, ai docenti e alla Dirigente Elisabetta Cataldi. L’appuntamento è per il prossimo anno con la tredicesima edizione.