“E’ la vostra era, createvi un futuro”. E’ il messaggio di Giulio Golia ai tanti studenti che oggi al teatro Vittoria hanno incontrato il giornalista napoletano in occasione del Festival della Legalità. Conduttore e inviato delle Iene dal 1998, Golia ultimamente si è specializzato in inchieste molto particolari e forti che hanno descritto la criminalità, ed in particolare la camorra e la’ndrangheta. A stimolare e introdurre il noto inviato delle Iene è stato un altro suo collega, uno di quelli che conosce bene la cronaca nera come Pietro Comito, diventato ormai un punto di riferimento importante del giornalismo calabrese e voce di questo Festival della legalità. Dall’intervista al padre di Schiavone, alle minacce di morte, ai rifiuti tossici radioattivi in Calabria di cui si è occupato in una delle sue tante inchieste. Giulio Golia ha spaziato sulla sua vita professionale mettendo in evidenza il suo modo di fare informazione, raccontando quello che è stato ed è il suo modo di informare. Lui che è nato ed ha vissuto in una terra difficile dove era facile cadere dalla parte sbagliata, così come è capitato a tanti suoi compagni di classe. Una classe numerosa, dove molti dei suoi componenti non ci sono più, e solo pochi ci hanno lasciarto per cause naturali. Nella vita capita purtroppo che si sta dalla parte sbagliata. Lui invece ha scelto quella giusta. Quella in cui è importante dar voce agli ultimi e combattere il male. Dal palco del Vittoria non si tira indietro alle domande degli studenti castrovillaresi incalzati dallo stesso Comito che abbandona la sua postazione e “armato” di microfono si catapulta in platea per dar loro voce. Golia che è stato, ci tiene a sottolinearlo, il “primo a portare il calabrese in Tv” e a far sorridere in molti ascolta le loro domande e risponde ad ognuna di esse. Ma nella vita si sono delle trasformazioni, così come quella avuta da Golia negli anni, che oggi cerca attraverso le sue inchieste di scavare “dentro” le storie alla ricerca della verità, spesso una verità scomoda ma pronta ad essere raccontata.

“Se ci credi e sei perbene puoi sempre farcela” afferma ai microfoni dei “colleghi” l’inviato delle Iene. “Dobbiamo essere bravi a veicolare il messaggio ai ragazzi. Credo che la semplicità nella comunicazione è importante, i ragazzi oggi hanno la possibilità di farlo, sono molto più preparati di noi perché hanno una forza incredibile” continua Golia che lancia un chiaro monito dal palco del Festival di Castrovillari. “Non prendete le informazioni dai social” ma soprattutto “state attenti a come li usate”. Basta “un like sbagliato per cambiare le cose”. La Iena Golia lo sa bene. Lui che è abituato a raccontare i fatti “carte alla mano” e a descrivere territori difficili a cui è particolarmente legato dove spesso diventa lui stesso un vero “confessionale della gente”. Quella gente che crede ancora nella giustizia e nellal ibers informazione. Ed allora poco importa se “le iene ti consumano” l’importate è “appartenere alla propria terra, raccontarla in ogni sua dimensione e ascoltare la voce dei giovani. Così come accaduto oggi, perché sono loro il nostro futuro. Non cerchiano di cambiare il loro linguaggio ma diamo loro gli strumenti giusti, ci penseranno poi loro a scegliere”.