«Siamo ancora in tempo per tornare indietro, anzi per scegliere lo sviluppo concreto e dunque scegliere di andare avanti, rimettendo al centro del dibattito politico ed economico l’Alta velocità e, nella fattispecie, il nodo di Tarsia». Lo afferma il consigliere regionale Rosellina Madeo (Partito Democratico) riportando al centro dell’agenda regionale quello che considera l’unico intervento «davvero auspicabile e idoneo per la mobilità calabrese, per il quale sono stati spesi 35milioni di euro per lo studio di fattibilità» e che «di colpo» è stato definito da Rfi come «non più realizzabile né risolutivo per rilanciare il nostro sistema di collegamenti».
Secondo il consigliere regionale di minoranza il nodo di Tarsia rimane «l’unico vero intervento che può collegare la Calabria con sé stessa e con il resto d’Italia e il silenzio assordante del governo regionale, a cui fa eco la pericolosa indifferenza di quello Nazionale, altro non fanno che consolidare il sospetto che ci sia una volontà profonda e scientifica di voler tarpare le ali alla crescita della nostra regione». La Commissione Europea vuole ampliare la rete di Alta Velocità ferroviaria su tutto il territorio dell’Unione e «noi – continua la Madeo – dopo aver speso oltre 35milioni di euro per il progetto di fattibilità, e dopo che illustri esperti si sono espressi individuando Tarsia come il punto per eccellenza dal quale far passare l’Alta velocità, garantendo il facile raggiungimento delle aree dell’Esaro Pollino e dell’Alto Jonio, accantoniamo tutto con un semplice ‘ci siamo sbagliati’? Il tema è: ci siamo sbagliati o semplicemente è stato deciso che ben un terzo dei calabresi, circa un bacino di utenza di 600mila abitanti, non abbia il diritto di usufruire di collegamenti ferroviari degni di questo nome?».
Il rifacimento del tratto della galleria Santomarco diventa cosi «un contentino che getta solo fumo negli occhi e non mette realmente mano alla mobilità – aggiunge la Madeo – Mentre l’Europa parla di collegare, con la tratta sotto la manica, Berlino a Copenaghen in 4 ore, noi possiamo dire che con cinque ore da Mandatoriccio possiamo arrivare a Reggio. Se tutto va bene. Ma gli eventi ci stanno offrendo una seconda possibilità che il governo regionale sembra non voler cogliere. La sonora bocciatura della Corte dei Conti al progetto del Ponte sullo Stretto rimette in circolo davvero molti soldi. Cosa aspettiamo per reindirizzarli nei collegamenti su rotaia e verso l’Alta velocità, prima sbandierata come fattibile attraverso il nodo di Tarsia e poi cancellata, senza troppe spiegazioni concrete, con un colpo di spugna?».