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PAROLE DI SPERANZA

«Il vostro amore ora abita il cuore stesso del Cielo»: monsignor Savino sulla tragica morte di Chiara e Antonio

Il vescovo di Cassano condivide una riflessione sulla scomparsa dei due fidanzati dopo il tragico incidente di questa notte sulla Ss 106

«Oggi il nostro silenzio pesa come una pietra. Chiara e Antonio non sono più. Non erano solo due nomi: erano vita che sbocciava, sogno in cammino, luce promessa a un domani che ora sembra essersi spento troppo presto». Le parole sono di monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Jonio, che è intervenuto dopo la morte dei due giovani fidanzati rimasti uccisi nello scontro frontale tra due auto lungo la Ss 106. Al dolore di una intera comunità e nell’abbraccio alle famiglie delle vittime il presule della chiesa cassanese parla di «qualcosa di luminoso» che «resta» nella «notte della loro assenza» e che in sordina «come una brace che non si lascia spegnere ed anche nel gelo del dolore, riesce a donare ristoro».

«Antonio e Chiara – ha evidenziato il pastore della chiesa locale -, sono il Vangelo del chicco di grano che quando cade in terra e muore, non scompare: porta frutto anche se oggi non è facile crederci. E forse non serve crederci subito: serve piangere, come fece Gesù davanti alla tomba dell’amico Lazzaro. Le lacrime del figlio di Dio, non sono debolezza: sono l’altra faccia dell’amore. “Guarda come lo amava!” (Giovanni 11:32-34) Chiara, Antonio, vi guardiamo come chi vi amava e vi ama e vi pensiamo così, come due mani che si cercano nell’eternità. Non vi diciamo “addio”, ma “a presto”, perché Dio non divide, ricompone. Il vostro amore, nato tra le strade della nostra terra, ora abita il cuore stesso del Cielo, dove ogni ferita diventa luce e ogni mancanza promessa, possibilità».

«A voi che restate, soprattutto a chi è ferito nel corpo e nell’anima, diciamo solo questo: non lasciate che la morte pronunzi l’ultima parola. Lasciate che l’amore lo faccia per voi. Perché l’amore, quando è vero, non conosce fine: si trasforma in eternità. Guardate come si amavano e fate di quell’amore sete di vita. E ora, con il cuore che tace e prega, affido Chiara e Antonio alle mani del Padre. Prego perché il loro sorriso, custodito per sempre in Dio, diventi per noi una luce che non si spegne, anche quando la notte sembra più forte di ogni speranza. Prego per i giovani che lottano per la vita, perché il Signore tocchi le loro ferite con una tenerezza che guarisce nel corpo e nell’anima, e trasformi la loro fragilità in forza dolce e nuova, capace un giorno di rialzarsi e di amare ancora. Prego per le famiglie, che oggi camminano nel buio e nel silenzio: perché Gesù che ha pianto accanto alla tomba dell’amico asciughi lentamente le loro lacrime, e metta nel loro cuore una promessa più grande della morte, una promessa di incontro, di abbraccio, di casa ritrovata. Su tutti voi invoco la benedizione del Dio della vita, perché intrecci le nostre lacrime con le sue, e faccia del nostro dolore un seme di cielo nascosto nella terra della nostra storia».

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L'INTERVENTO DI CARMINE ZACCARO

Ospedale di Castrovillari: “Oltre a dichiarazioni e sit-in servono servizi per i cittadini”

Anche l’Associazione Politico Culturale “Salvemini” interviene nel dibattito che in questi giorni ha occupato le cronache locali in merito alle problematiche del nosocomio locale

Anche l’Associazione Politico Culturale “Salvemini” interviene nel dibattito che in questi giorni ha occupato le cronache locali in merito al possibile taglio di personale dell’ospedale di Castrovillari in particolare  di un possibile ulteriore depauperamento del personale medico ed infermieristico applicato al servizio emodinamica del “ Ferrari”, articolazione di fondamentale importanza dell’ u.oc. di cardiologia. Questa dovrebbe erogare prestazioni h 24, attualmente funziona per sole 6 ore su 24. A scriverlo è Carmine Zaccaro Presidente dell’Associazione che evidenzia come “continua a consumarsi il triste fenomeno del depotenziamento del nosocomio della nostra città e del Pollino-Esaro, che già da troppo tempo ha perduto le caratteristiche strutturali, organizzative, funzionali e tecnologiche di ospedale spoke”. Non sono pienamente operanti, infatti, continua Zaccaro “unità operative fondamentali quali ortopedia e traumatologia, otorinolaringoiatria, oculistica, riabilitazione intensiva, chirurgia generale e servizi di laboratorio ed analisi cliniche e di esami diagnostico-strumentale, mentre l’unità operativa di medicina emergenza-urgenza è in attesa da troppo tempo che vengano ultimati i lavori di ristrutturazione degli appositi spazi allocati presso il plesso azzurro dell’ospedale”. In Calabria- continua la nota – occorrerebbe una riforma strutturale dell’intero S.S.R., che ridefinisca in modo razionale l’offerta dei servizi sanitari ospedalieri, prevedendo la messa in rete, in un’unica azienda, degli ospedali di diverso rango ( hub, spoke, ospedali di area disagiata),lasciando alle ASP la programmazione  e gestione della medicina territoriale e di prossimità. Secondo un tale modello organizzativo, gli ospedali di ogni territorio provinciale potrebbero funzionare attraverso l’attivazione di dipartimenti inter-ospedalieri, per aree e unità operative, promuovendo sinergie ed offrendo ai cittadini-pazienti servizi e prestazioni migliorati nella quantità e qualità.

Le figure istituzionali di riferimento, che esercitano mandati elettorali nei diversi consessi territoriali, in rappresentanza della nostra città e del territorio, non possono immaginare che, davanti al concreto rischio che corrono vasti strati di popolazione del Pollino e dell’Esaro, di vedersi privati del diritto alla tutela della salute, basti qualche dichiarazione sulla stampa o qualche sin tin, qua e là, per assolvere pienamente al loro compito. Occorre ben altro – scrive Zaccaro che non ha dubbi su ciò che deve muoversi ora. “Chi dalla più alta istituzione elettiva calabrese, il consiglio regionale, chi dalla istanza rappresentativa dei diritti dei cittadini in materia di assistenza sanitaria, la conferenza provinciale dei sindaci, deve condurre una lotta diuturna per portare a destinazione risultati concreti, che possano garantire ai cittadini servizi e prestazioni sanitarie a cui hanno diritto. In caso contrario, sarà sempre più a rischio la credibilità degli istituti democratici, come la continua disaffezione al voto dei cittadini-elettori purtroppo dimostra”.

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GIOVANI VITE SPEZZATE

Chiara e Antonio, i due fidanzati morti nello schianto devastante: la città in lutto e senza parole

Lei aveva festeggiato il ventesimo compleanno da due giorni, lui un anno più grande, giovane lavoratore. Due vite unite nella gioia e nel dolore

Il destino li aveva fatti incontrare, innamorare, e forse sognare di costruire un futuro insieme. E poi li ha traditi, nel pieno dei loro anni migliori, facendoli trovare idealmente uniti in un abbraccio mortale tra le lamiere accartocciate e fumanti dell’auto nella quale viaggiavano nel freddo di un’alba maledetta che li ha visti “nascere in cielo”. Era insieme, come tante altre volte, stanotte quando la Fiat Panda sulla quale viaggiavano con altri due amici, si è scontrata violentemente con una Alfa Romeo Mito. Un impatto che non ha lasciato scampo ai due giovani fidanzati, originari di Cassano allo Jonio, dove lavoravano e vivevano insieme alle loro famiglie.

Chiara Garofalo di 20 anni, aveva festeggiato il suo compleanno appena due giorni fa. Il suo fidanzato Antonio Graziadio di 21 anni era impegnato come elettricista. Nel gravissimo incidente che li ha visti coinvolti all’incrocio della Ss 106 con la strada degli Stombi, erano insieme ad altri due giovani del luogo, uno dei 16 anni e l’altro di venti, ricoverati a Cosenza in condizioni gravi. E’ per loro che adesso la città Jonica, già scossa e rimasta attonita di fronte a tanto dolore, si aggrappa per sperare in un loro ritorno a casa, sani e salvi.

L’allarme scattato poco dopo le 4 del mattino ha immediatamente attivato la macchina dei soccorsi. Sul posto sono giunti tempestivamente i Vigili del Fuoco di Castrovillari ai quali è toccato il drammatico e difficile compito di estrarre i corpi dalle lamiere deformate dell’auto dopo diverse ore dall’impatto.  I Carabinieri in forza alla Compagnia di Cassano hanno delimitato l’area del sinistro e avviato i rilievi tecnici. Le dinamiche che hanno portato al micidiale scontro, avvenuto all’incrocio semaforico, sono ancora al vaglio degli inquirenti, che dovranno ricostruire l’esatta successione degli eventi.

La notizia della morte dei due fidanzati ha gettato nello sconforto e nel dolore l’intera comunità cassanese e le famiglie delle vittime. Il drammatico risveglio di questa mattina riaccende il dibattito sulla pericolosità della SS 106, un’arteria ribattezzata “strada della morte” che sembra non riuscire a scrollarsi di dosso questa tragica nomea che la accompagna da troppo tempo.

A raccontare lo sgomento di una città ferita le parole del Sindaco Gianpaolo Iacobini che in un pensiero affidato ai social ha scritto: «E’ una giornata buia, nonostante il sole. Una giornata di dolore, tragica. Difficile da raccontare, ancor più da capire. Una volta ancora, Cassano in lacrime piange i suoi figli troppo presto strappati alla vita. Nel silenzio, una preghiera per Chiara e Antonio, ed un abbraccio alle loro famiglie. E nel silenzio tratteniamo il respiro, per gli altri due giovani rimasti gravemente feriti»

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STRADE MALEDETTE

Scontro sulla statale Jonica, perdono la vita due ventenni: la procura apre un’inchiesta. Iacobini: «giornata buia»

Muoiono due fidanzati, mentre altri due feriti gravi lasciano la città dello Jonio con il fiato sospeso. Aperto un fascicolo per accertare le cause dell’incidente

«E’ una giornata buia, nonostante il sole. Una giornata di dolore, tragica. Difficile da raccontare, ancor più da capire». Così il sindaco di Cassano allo Jonio, Gianpaolo Iacobini, commenta il tragico incidente mortale che intorno alle 3 del mattino ha strappato alla vita due giovani di vent’anni della cittadina Jonica. Chiara Garofalo e Antonio Graziadio sono morti nell’impatto violentissimo tra l’auto sulla quale viaggiavano e un’altro mezzo all’altezza dell’incrocio degli Stombi, che collega la statale 534 con la SS 106. La strada della morte ancora una volta diventa teatro di una strage di giovanissimi, con ancora tanti sogni nel cassetto e famiglie che ne piangono il loro mancato ritorno a casa. Nell’auto dei due giovani fidanzati deceduti anche altri due giovanissimi: un’auto che da inno alla vita, per l’età dei ragazzi compresi tra i 16 e i 20, si è trasformata in un involucro di sofferenza e dolore difficile da digerire. La Fiat Panda sulla quale viaggiavano si scontra, alle prime luci dell’alba, con una Alfa Romeo Mito sulla quale viaggiavano altre due persone, rimaste ferite ma non in gravi condizioni.

La Procura della Repubblica di Castrovillari  ha aperto un fascicolo sull’incidente stradale per accertare la dinamica  di quella che, dalle prime ricostruzioni, sembrerebbe uno scontro frontale tra le due vetture. Secondo una prima sommaria ipotesi la Alfa Romeo Mito, con due uomini a bordo, proveniva da Corigliano-Rossano e stava svoltando per andare verso la statale 534, mentre la Panda con i 4 giovani a bordo proveniva da Sibari e andava verso Corigliano-Rossano. Le salme delle vittime sono state trasportate nell’obitorio di Cassano allo Ionio e nelle prossime ore il magistrato deciderà se autorizzare la restituzione alle famiglie o se disporre l’esame autoptico. Gli altri due ragazzi rimasti feriti sono stati trasportati all’ospedale di Cosenza dove sono ricoverati in prognosi riservata. I due uomini che viaggiavano a bordo della Mito sono stati portati nell’ospedale di Corigliano- Rossano.

Chiara aveva compiuto venti anni lo scorso venerdì e aiutava i suoi genitori nel panificio di proprietà di famiglia, mentre l’altro giovanissimo, Antonio lavorava come elettricista.  Sul posto sono intervenute le ambulanze di Trebisacce, Corigliano-Rossano e la Pet di Cassano Ionio, i carabinieri della Compagnia di Cassano e il medico legale per i primi accertamenti, i vigili del fuoco del Distaccamento di Castrovillari.

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RINNOVO CARICHE

Franco Rosito confermato Presidente del Circolo della Stampa “Maria Rosaria Sessa”.

Il Consiglio direttivo ha poi dato corso al rinnovo delle cariche riconfermando alla Vice Presidenza Monica Perri e nominando Vice Presidente vicario Giuseppe Di Donna. L’attribuzione degli altri incarichi in seno al direttivo hanno riguardato Franca Ferrami, confermata segretaria del circolo, e Roberto Barbarossa, nominato tesoriere.

Il giornalista professionista Franco Rosito è stato confermato alla Presidenza del Circolo della Stampa “Maria Rosaria Sessa” di Cosenza. A nominarlo, all’unanimità, il nuovo Consiglio direttivo dello stesso Circolo della stampa che era stato eletto lo scorso 15 novembre.

Il Consiglio direttivo ha poi dato corso al rinnovo delle cariche riconfermando alla Vice Presidenza Monica Perri e nominando Vice Presidente vicario Giuseppe Di Donna. L’attribuzione degli altri incarichi in seno al direttivo hanno riguardato Franca Ferrami, confermata segretaria del circolo, e Roberto Barbarossa, nominato tesoriere.

Del direttivo, con la carica di consigliere, fanno, inoltre,  parte Enzo Pianelli e Antonio Lopez, nuovi ingressi a seguito della elezione nell’assemblea del 15 novembre.

Nella mattinata si è provveduto inoltre a rinnovare le cariche sia del Collegio dei revisori dei conti che del Collegio dei probiviri.  Francesco Mannarino è stato confermato presidente del collegio dei revisori. Dell’organismo fanno, inoltre parte, Romolo Cozza e la new entry Rino Giovinco.  Per il collegio dei probiviri, confermato alla presidenza l’uscente Franco Segreto, mentre i nuovi nominativi indicati sono quelli di Gianluca Pasqua e Carmelita Brunetti, scaturiti anch’essi dall’assemblea elettiva del 15 novembre.

I migliori auguri ai colleghi del Circolo dalla redazione di Abmreport 

 

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INIZIATIVA DELL'ACCADEMIA POLLINEANA

Arcangelo Badolati e la sua rilettura del fenomeno mafioso

Presentata a Castrovillari l'ultima fatica letteraria del giornalista e scrittore dal titolo: : “Figli traditori. I rampolli dei bossi in fuga dalla 'ndrangheta”

Una rilettura nuovo del fenomeno mafioso. Si può definire così l’ultima fatica letteraria del giornalista e scrittore, Arcangelo Badolati, dal titolo: “Figli traditori. I rampolli dei bossi in fuga dalla ‘ndrangheta”, edito da Pellegrini, che è stato presentato ieri sera al Circolo Cittadino di Castrovillari, nell’ambito di “Libriamoci in autunno piovono libri. XXXI Rassegna Festival ricorrente dei Lettori, 1^ Ricorrenza”. Una manifestazione, questa, promossa dall’Accademia Pollineana della città del Pollino, con il patrocinio del Comune. Il libro descrive un fenomeno diffuso all’interno della ‘ndrangheta calabrese, considerata la più importante del mondo, ovvero le scelte fatte dai rampolli delle più importanti famiglie criminali calabresi, che fa venir meno i vincoli di fedeltà che le caratterizzano. All’iniziativa, moderata  da Pasquale Pandolfi, vicepresidente dell’Accademia Pollineana, hanno preso parte, oltre all’autore, anche il sindaco di Castrovillari, Mimmo Lo Polito, il Presidente del Circolo Cittadino, Antonino Ballarati ed il giornalista e scittore, Domenico Marino. Le letture sono state, invece, curate da Mena Ferraro, segretaria dell’Accademia Pollineana e da Gianni Colaci. “Il libro -ha detto Domenico Marino- racconta la ndrangheta attraverso un altro punto di vista, la famiglia ed i figli che, grazie alle madri, riescono a staccarsi dall’ambito criminale”. “Si parla – ha aggiunto- di Lea Garofalo, di Giusy Pesce. C’è una madre che vuole così bene a suo figlio che, per salvarlo, lo porta lontano”. Quale ruolo rivestono le donne all’interno della ‘ndrangheta? “La ndrangheta -ha spiegato Badolati- è donna: termini come la cosca, la dote, la locale, riferibili ad un contesto criminale, sono di genere femminile. Sono le donne che educano i figli a vedere i padri carcerati come eroi; li educano alla violenza, alla vendetta. Alle figlie femmine viene, invece, insegnato, fin da bambine, ad essere future mogli di un mafioso”. Secondo l’autore, “Noi non avremmo questa generazione di mafiosi, se le donne non avessero avuto questo ruolo di vestali e di sacerdotesse”. “Lo Stato -ha proseguito Badolati- non le vedeva. Si è accorto di loro, quando le donne, costrette dagli arresti dei mariti, sono uscite di casa a chiedere le mazzette. Alcune di queste donne hanno fatto poi una scelta giusta e si sono ribellate, decidendo di salvare i propri figli. Il numero di queste donne che hanno scelto di intraprendere questa strada è risicato, a fronte di tante donne che, invece, comandano”. Un ruolo importante nella scelta del pentimento ha avuto, però, anche la scuola. “Un predestinato della ndrangheta, Domenico Agresta, cambia strada -ha raccontato Badolati- grazie ad un educatore del carcere di Saluzzo e poi si pente”. “Da questo libro scoprirete -ha affermato l’autore- un mondo raccontato dall’interno”. “Alcuni -ha concluso Badolati- sono pentiti per davvero, altri per convenienza, perché, abituati ad essere figli dei boss, quando ti scontri con il carcere, non lo reggono e scelgono di collaborare con lo Stato”.                D

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PASTORE BELGA MALINOIS

“Fenrir”, unità cinofila antiveleno in “servizio” nel Parco Nazionale del Pollino

Il cane dei Carabinieri Forestale è stato impegnato nei giorni scorsi nel Comune di Roccanova in Provincia di Potenza a seguito di alcune segnalazioni di avvelenamento

Si chiama “Fenrir”,ed è uno splendido pastore belga Malinois in “servizio” presso il Nucleo Carabinieri Parco di Cerchiara di Calabra. Il cane è da poco arrivato a svolgere il suo ruolo di unità cinofila antiveleno nel parco del Pollino insieme al suo conduttore. Fenrir è stato impegnato nei giorni scorsi nel Comune di Roccanova in Provincia di Potenza a seguito di alcune segnalazioni di avvelenamento di cani.  Sul posto è intervenuta subito l’unità cinofila antiveleno insieme al suo Carabiniere conduttore Fausto Scopigno per la ricerca di sostanze tossiche. Durante la perlustrazione Fenrir ha individuato una esca avvelenata composta da carne al cui interno erano stati nascosti frammenti di vetro, un metodo estremamente pericoloso e potenzialmente letale per animali domestici, fauna selvatica e chiunque dovesse accidentalmente entrarvi in contatto.

Una volta messa in sicurezza, l’esca è stata consegnata all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale competente, che ora procederà alle analisi per verificare la presenza di eventuali veleni o sostanze tossiche in aggiunta ai frammenti di vetro. I risultati degli esami saranno fondamentali per ricostruire la dinamica dell’evento e per indirizzare le indagini verso i responsabili.

Tale azione rappresenta un grave episodio che ribadisce ancora una volta il valore delle unità cinofile antiveleno nel garantire sicurezza, prevenzione e tutela degli animali e del territorio, ritornate nuovamente attive nel Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Pollino di Rotonda presso il Nucleo di Cerchiara di Calabria (CS)

Il fenomeno delle esche avvelenate, infatti, continua a rappresentare una minaccia seria nelle aree rurali lucane e del cosentino, mettendo a rischio non solo gli animali domestici, ma anche specie protette del Parco del Pollino.

I Carabinieri Forestale invitano la popolazione a segnalare eventuali nuovi casi, prestando massima cautela e senza toccare direttamente materiali sospetti.

 

 

 

 

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CONVOCAZIONI AL RADUNO

L’attenzione della Fiorentina sui giovani del Pollino

L'osservatore viola Allen Tempestini ha fatto visita a Castrovillari al centro sportivo iPLAY, struttura sportiva fiore all'occhiello del territorio. Sette i ragazzi selezionati

Nel mese di ottobre l’osservatore della ACF Fiorentina, Allen Tempestini ha fatto visita a Castrovillari al centro sportivo iPLAY, struttura sportiva fiore all’occhiello del territorio. La visita aveva la finalità di visionare i tanti giovani che praticano attività all’interno della struttura della famiglia La Polla.

Dopo essersi complimentato per l’impianto sportivo di ultimissima generazione, Tempestini  ha apprezzato il grande lavoro svolto dallo staff tecnico qualificato della società sportiva iPLAY. I tecnici, laureati in Scienze Motorie e certificati UEFA B e C, insieme al responsabile area tecnica Carmine Alessandria, hanno accompagnato l’osservatore del Club si Seria A sui vari campi in erba sintetica dove si sono esibiti in esercitazioni tecniche e partita, i giovani calciatori delle categorie Pulcini di mister Matteo Sallorenzo, Esordienti di mister Andrea Maffei, Giovanissimi di mister Cosimo Miccoli e Allievi di mister Ernesto Nardone.

Dopo gli apprezzamenti del tecnico viola nelle scorse settimane è arrivata la convocazione ufficiale per ben sette ragazzi della iPLAY, al raduno ufficiale a Montalto della ACF FIORENTINA, che si è tenuto nelle scorse settimane dedicato ai ragazzi nati negli anni 2012 e 2013.

Alla presenza del responsabile deleghe nazionale ACF Fiorentina, Tonino Bucci, ed all’osservatore Allen Tempestini, i giovani calciatori della iPLAY, Loris Andreassi e Salvatore Biscardi, classe 2013 e Michele Blasi, Leonardo Russo, Nicola Rosito, Andrea Ammirati del 2012 hanno ben figurato, mostrando le loro spiccare qualità. Assente il giovane attaccante Rocco Cosenza per infortunio che, certamente, parteciperà alla prossima ediz

“Con grande soddisfazione, una società blasonata come la ACF Fiorentina, ci ha fatto visita e selezionato i nostri calciatori per il raduno ufficiale. Abbiamo anche altri ragazzi sotto la lente attenta di altri club professionistici e, sono certo, se ne aggiungeranno altri” afferma Carmine Alessandria. Abbiamo un bacino di ragazzi con importanti qualità calcistiche, giovani responsabili, educati che si allenano con costanza ed impegno – continua Alessandria che ribadisce come – il nostro ruolo non è quello di creare calciatori ma di mettere tutti i ragazzi nelle condizioni di divertirsi, allenarsi con motivazione e professionalità, secondo schemi di allenamento all’avanguardia e da tecnici qualificati e competenti.”

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XXIII EDIZIONE DEL FESTIVAL

Franco Neri al Teatro Sybaris per “Primafila”

Tre gli appuntamenti a Castrovillari. Domenica 30 novembre con l'ìattore reggino, il 26 dicembre in scena Salvatore Grisonna, Peppe Isaia, Peppe Laurato, Lucia Giso e Angelo Bel Giovine e il 30 dicembre si chiude con “Loredana è Mia”, un tributo a Loredana Bertè

Sarà Francesco Neri con “Franco, oh Franco” ad esibirsi per primo al Teatro “Sybaris” di Castrovillari, domenica 30 novembre alle ore 21.00, nell’ambito della XXIII edizione di “Primafila”, il Festival di teatro e musica organizzato dall’associazione culturale “Novecento” diretta da Luisa Giannotti con la direzione artistica di Benedetto Castriota.

Il comico racconterà, con ironia, le esperienze di calabresi che vivono al Nord, soffermando l’attenzione su aspetti culturali che contraddistinguono persone e comunità e che l’emigrazione verso altri territori non cancella affatto. Anzi. Cosicché, attraverso il teatro, si può ridere e ricordare insieme da dove si proviene, cogliendo un’opportunità per riflettere sui processi di inculturazione che, consapevolmente o meno, hanno plasmato identità.

Il secondo appuntamento al “Sybaris”, ancora all’insegna della comicità, è con “Due di troppo” il 26 dicembre alle 21.00. In scena Salvatore Grisonna, Peppe Isaia, Peppe Laurato, Lucia Giso e Angelo Bel Giovine.

Infine, il 30 dicembre, alle 21.00, si chiude con “Loredana è Mia”, un tributo a Loredana Bertè e Mia Martini con Davide Di Luca alla chitarra, Alessandria Doria alla voce, Mauro Rosati alle tastiere, Luca Ventura alla batteria e Andrea Zaccari al basso.

 

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SULLE BARRICATE

Forza Italia in difesa dell’ospedale di Castrovillari e chiede intervento al presidente Occhiuto

In una missiva il circolo di Castrovillari scrive al presidente della Regione, al direttore generale dell'Asp Antonello Graziano, e richiama l'attività del direttore di Cardiologia e del direttore sanitario ospedaliero

Che succede attorno all’ospedale di Castrovillari? Perchè continuamente viene “scippato” di personale sanitario e medico da dirottare ad altri presidi sanitari della Provincia di Cosenza, quasi fosse un «serbatoio di riserva da cui attingere ogni qualvolta un altro presidio ne abbia bisogno?». Ma soprattutto «il diritto alla salute dei cittadini di questo comprensorio vale di meno rispetto a quello degli altri?». Domande che il circolo di Forza Italia di Castrovillari indirizza al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che della sanità ancora dietene la guida regionale, e al direttore generale dell’Asp di Cosenza, Antonello Graziano, intervenendo nel merito delle notizie del nuovo ordine di servizio che certifica un «ulteriore pesante scippo» nei confronti dell’Ospedale di Castrovillari. Il trasferimento di un cardiologo cubano clinico e della caposala facente funzioni dell’Emodinamica verso l’Ospedale di Corigliano Rossano sono stati appresi dal circolo azzurro con «profondo rammarico e forte indignazione».

Che fine farà la Cardiologia?

Da notizie interne al reparto – scrivono da Forza Italia – si è venuto a conoscenza del fatto che il trasferimento verso Corigliano Rossano era stato chiesto anche all’altro cardiologo cubano che si sta formando in Emodinamica presso la Cardiologia castrovillarese. «Richiesta che finora ha avuto esito negativo perché il professionista vuole
rimanere dove si trova». Dieci giorni fa uno dei cardiologi in servizio è andato in pensione, un altro lo farà a fine dicembre e «i vari Direttori di reparto, ospedale e Asp – anziché programmare il necessario turnover del personale – cosa fanno? Allontanano altre unità necessarie al buon funzionamento di un reparto che da sempre è stato un fiore all’occhiello per l’intera regione Calabria, aggravando la mole di lavoro per chi resta». Il tutto nel «completo, inaccettabile ed incomprensibile silenzio del Direttore della Cardiologia – aggiungono i forzisti – che piuttosto dà il suo assenso (pensando evidentemente di non avere bisogno degli operatori che quotidianamente fanno i salti mortali per sopperire alle ormai consolidate carenze) e del Direttore Sanitario ospedaliero, che di questo passo si ritroverà a dirigere le mura vuote di quello che sembra si voglia far diventare un’inutile cattedrale nel deserto».

Il diritto alla salute sia uguale per tutti i cittadini

«Abbiamo sempre apprezzato l’impegno del Direttore dell’ASP e non abbiamo mai voluto credere alle insistenti voci che lo descrivono attento solo agli interessi di parte di un dato territorio; dovremmo forse iniziare a ricrederci? Non si possono garantire certi ambiti territoriali a discapito di altri, rispondendo che si tratta di una questione di numeri». Questa volta il circolo di Forza Italia chiede «risposte convincenti e atti concreti» anche ai propri «riferimenti politici» dichiarando di non avere «la solita pazienza dimostrata in altre occasioni». La questione è molto semplice: «il diritto alla salute si basa su principi di universalità, uguaglianza ed equità» pertanto si «dovrebbe garantire l’assistenza e pari accesso alle cure a tutti i cittadini, o dobbiamo ritenere i pazienti dell’ambito Esaro-Pollino di serie B rispetto a quelli di altri territori?».

«In campagna elettorale – continua la nota stampa – abbiamo accolto con gioia ed entusiasmo il Presidente Occhiuto – e i numeri dimostrano la piena fiducia riposta nella sua azione – che con grande trasporto e con una marea di applausi in sottofondo ci ha promesso che “L’Ospedale Spoke di Castrovillari non si tocca”. Presidente, noi – che crediamo profondamente nel suo operato – a gran voce chiediamo ora un suo intervento: sottoponiamo alla sua attenzione questa scelta incomprensibile che sta destando rabbia e sfiducia nella popolazione, perché non si può continuare ad assistere inermi a questo costante stillicidio dello Spoke di Castrovillari, che troppe volte è stato “toccato” per favorirne altri. Non chiediamo di avere di più degli altri, ma non accettiamo neanche più di avere di meno».