Morte David Sassoli: il ricordo della politica calabrese

sassoli david primo piano

 

«Ci ha lasciato un uomo delle istituzioni. Un politico serio ed equilibrato, un europeista che non ha mai smesso di credere nell’Unione, nei suoi principi e nei suoi valori fondanti. La scomparsa di David Sassoli lascia un vuoto profondo. Il cordoglio dei calabresi ai familiari». Così il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto ha commentato su Twitter la morte del presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, avvenuta nella notte in provincia di Pordenone.

Un ricordo che dalle alte cariche dello Stato e dell'Europa si rin nova ad ogni intervento di coloro che lo hanno conosciuto ed apprezzato nel suo lungo percorso di professionista dell'informazione e dell'impegno politico che lo ha caratterizzato in Italia e all'estero.

«Aveva definito l’euro un “simbolo di pace e di integrazione, la realizzazione di una visione politico-storica”, ha sempre difeso i valori in cui credeva, ammettendo che l’egoismo di alcuni governi avrebbe indebolito l’Unione europea, che non si erano fatti molti passi in avanti verso una politica comune sull’immigrazione. Ma David Sassoli continuava a lottare per una solidarietà responsabile. Ho avuto modo di conoscerlo a Roma in occasione di alcuni incontri di Partito - ha scritto Franco Iacucci nel suo pensiero di cordoglio - Si è sempre impegnato per un Pd che deve ritornare ad ascoltare le istanze dei cittadini, per una politica dell’ascolto, delle agorà, vicina alle persone».

Anche il presidente di Anci Calabria, Marcello Manna, ha sottolineato il carattere europeista dell'ex volto del Tg1 e citando il suo discorso di insediamento nella carica di presidente del parlamento europeo ha ricordato come Sassoli «riponeva nel vecchio continente le speranze per una società pluralista, democratica, equa». Ai tanti messaggi di commiato si aggiunge anche quello di Francesco Garofalo, presidente del centro studio Girgio La Pira di Cassano allo Jonio che in questi giorni maturava l'idea di conferirgli il Premio intitolato al “sindaco santo“. «Un giornalista tutto tondo, un politico serio, culturalmente preparato, una figura rassicurante perché non urlata ma praticata. Ha respirato la Firenze di La Pira, di don Luigi Facibeni, di Ernesto Balducci, di don Lorenzo Milani, battezzato da padre David Maria Turoldo(il motivo per cui porta il nome di David). Ha svolto il ruolo di presidente del parlamento europeo – evidenzia Garofalo -, con equilibrio e interpretando lo spirito dei padri fondatori dell’Europa, quella dei popoli, della pace e della vera integrazione».

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