Progetto civico democratico: lettera ad una democrazia violentata

movimento civico democratico

“Continuando a riflettere sul tema della disaffezione al voto degli elettori e delle elettrici, che nei giorni scorsi, abbiamo voluto comunicare, non possiamo non evidenziare alcune motivazioni, che alcuni nostri elettori e candidati a riguardo hanno rilevato in merito al disimpegno al voto”. Lo evidenzia in una nota stampa il movimento Progetto Civico Democratico che pone l’attenzione sui “consiglieri comunali e il tradimento della delega conferita a loro dall’elettorato”.  La questione di principio riguarda soprattutto “il mandato elettorale, problema di non poco conto, non per il fatto che non sia legale o vincolante; per carità, per un eletto è possibile che ciò avvenga, ma la vera questione è la lealtà nei confronti dell’elettorato e di tutti i cittadini, anche di quelli che non lo hanno votato. Insomma, il vero e unico mandato da rispettare, è quello consegnato agli eletti dai rispettivi elettori”. Il movimento castrovillarese ricorda anche “ il rispetto di chi, candidandosi in una lista, ha contribuito al risultato dell’eletto o degli eletti.
La sostanziale indegnità di tale atteggiamento sta nello svuotamento di senso che la sistematica e convinta infedeltà all’elettorato produce, a danno della democrazia e dell’idea più nobile di Politica”. Si rischia – continua la nota – “di far credere che la Politica non si faccia in una logica collettiva, ma che si faccia esclusivamente in altri modi: per esempio, tessendo soluzioni personali, dando risposta ad istanze individuali, coltivando cerchie ristrettissime.
L’indegnità di tale atteggiamento è la negazione dell’Agorà, intesa come lo spazio pubblico in cui si confrontano i pari; ed è, al contrario, l’esaltazione della personalità, lo spazio angusto in cui ci si sottomette magari al delirio di onnipotenza dell'eletto di turno”.
La situazione scrive il movimento -  “è di una gravità inaudita, perché ha proporzioni tali da configurare un rovesciamento del voto popolare: la gente ha votato persone, ma anche liste, movimenti e/o partiti, programmi elettorali e candidati sindaci. Oggi non ci sono che macerie di tante parole e di tanti gesti impiegati prima, durante e dopo le Elezioni Comunali del 2020”.
L’indegnità di tali migrazioni "non sta tanto, o soltanto, nel “furto di fiducia” ai danni degli elettori (da qui l’indignazione), quanto nell’ennesimo colpo inferto all’idea di una buona Politica, quella che non va dietro all’individuo con cieca condiscendenza, ma si costruisce intorno a visioni solide e coerenti della realtà che ancora non c’è ma che si vorrebbe collettiva.
A noi, che crediamo ancora in un’altra Politica conclude la nota -  non resta che interrogarci e tentare di gettare luce sulle residue opacità di questa democrazia “violentata”, dove il fine ultimo degli eletti non è altro che l'omaggio al sistema feudale del luogo. Da dove proviene tanta autorevolezza in un consigliere comunale, che pur rispettando le regole, si spinge a tal punto da avere disprezzo per gli interessi , non solo dell’elettorato, ma della collettività?".

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