Incontrarsi per crescere, ecco l'iniziativa dell'Ipsia per Libriamoci 2020.

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CASTROVILLARI - “Incontrarsi per crescere”. E’ questo il titolo dell’iniziativa, organizzata dall’Ipsia “Leonardo Da Vinci” di Castrovillari per l’edizione 2020 di “Libriamoci”, di cui è referente per la scuola il docente Edoardo Talarico. La manifestazione di quest’anno ha coinvolto gli studenti delle classi prime ed i loro rispettivi insegnanti di Italiano (la docente Francesca Rosaria Raffa, per la I OT; i colleghi Edoardo Talarico, per la I MAT e. Domenico Fortunato, per la I ODO), i quali hanno letto, in videoconferenza, il romanzo di Niccolò Ammaniti, “Io e te”, dal quale è stato tratto l’omonimo film, diretto da Bernardo Bertolucci. Il protagonista della vicenda è Lorenzo, un adolescente solo, introverso, disadattato, che ha quattordici anni e frequenta il liceo classico. Spesso è oggetto di insulti e andare a scuola, per lui è quasi un incubo. Fino a quando capisce che per sopravvivere deve cercare di essere come gli altri. Imita la loro andatura, cerca di vestirsi come loro e a volte funziona. Ma è solo una maschera e lui lo sa. E’ felice solo quando si ritrova nella sua solitudine.
Un giorno, a scuola, sente una compagna di classe invitare altri tre amici in settimana bianca.
Non sa bene cosa scatta dentro di lui, ma a casa dice a sua madre che Alessia l’ha invitato a sciare a Cortina. La madre è pazza di gioia perché aveva sempre temuto la diversità e la solitudine di suo figlio. Lorenzo non capisce il motivo di questa bugia, ma non riesce più a sottrarsi.
Non riesce a dire sua madre la verità. Così si nasconde in cantina, proprio la cantina del suo palazzo. Si chiude lì per un’intera settimana, con una scorta di cibo, il cellulare, la Play Station e l’autoabbronzante. E’ contento, fino a quando per caso, verrà scoperto da sua sorella Olivia.
Olivia ha ventitré anni ed è figlia del primo matrimonio del padre. Lorenzo le dà ospitalità in quella cantina e in cambio, Olivia parlerà a telefono con la madre di Lorenzo, fingendo di essere la madre della compagna di scuola che gentilmente l’ha invitato in settimana bianca.
Dovrebbe restare solo una notte, Olivia. E invece si ferma più giorni, perché sta male. Lorenzo è spaventato e solo dopo un po’ capisce che la sorella non è malata, ma ha una crisi d’astinenza. In quel momento capisce tutto. Il silenzio di suo padre riguardo a Olivia, tutti i problemi che lei gli procurava, ma che i suoi gli avevano solo accennato. Quello che succede in quella cantina è strano e inaspettato per quei due che appena sapevano della loro esistenza e ora, invece, si ritrovano a condividere delle cose da non dire a nessun altro. Olivia gli parla di loro due bambini, di quei pochi ricordi che custodisce. E nella loro ultima sera insieme si ritrovano a ballare al suono di un vecchio giradischi ed, improvvisamente, Lorenzo si sente felice. Quando si risveglia, il mattino seguente, Olivia, però non c’è più. Gli ha lasciato un biglietto. Lo stesso biglietto che dieci anni dopo, Lorenzo leggerà, prima di vederla, morta per overdose, in un bar della stazione di Cividale del Friuli. Una storia dal finale tragico, purtroppo, ma che ha appassionato molto gli alunni, i quali si sono cimentati nella lettura con grande trasporto. Una bella iniziativa, dunque, di promozione e condivisione dei libri, i quali sono un veicolo fondamentale per la crescita e la formazione delle future generazioni.                                                                                                                                                                

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