Arrestati due presunti scafisti. Hanno condotto in Calabria 46 migranti con una barca a vela

carabinieri scafistiREGGIO CALABRIA - Ingresso illegale sul territorio nazionale e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Sono queste le accuse nei confronti di due cittadini ucraini, fermati oggi dai carabinieri della Compagnia di Bianco, in provincia di Reggio Calabria e ritenuti gli scafisti della barca a vela intercettata giovedì di fronte a Capo Bruzzano con 46 migranti a bordo. Mentre il natante è stato traghettato nel porto di Roccella Ionica, i militari dell’Arma hanno avviato le ricerche sulla terraferma, individuando i due sulla strada statale 106, vicino il cimitero di Africo, mentre si stavano allontanando a piedi. Poco distante, sulla spiaggia, i carabinieri hanno trovato anche il gommone con cui gli scafisti si sono allontanati dalla nave e hanno raggiunto la costa. Va detto che sono otto gli sbarchi di migranti, avvenuti negli ultimi due mesi nella Locride. Con i fermi di oggi, fanno sapere poi i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, è salito a sei il numero degli scafisti trovati e fermati nell'ultimo periodo.

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