Trasmissioni Rai: il movimento federativo delle minoranze linguistiche rivendica diritto di accesso al servizio pubblico

rai cavallo viale mazzini

 

«Le minoranze linguistiche calabresi, da oltre vent’anni, attendono di vedersi riconosciuto il diritto di accedere al servizio pubblico radio-televisivo». Lo rivendica il movimento federativo delle minoranze linguistiche che osserva come anche nell’ultimo contratto di Servizio 2018-2022 stipulato tra il ministero dello Sviluppo economico e la R.A.I., scaduto da più di otto mesi, le popolazioni arbëreshe, grecanica e occitana di Calabria non hanno avuto spazio in Rai, così come previsto dalla Carta europea delle lingue regionali e minoritarie, dalla L.482/99 e dal Regolamento di attuazione della legge quadro.

Il Movimento Federativo delle Minoranze Linguistiche - sezione N.A. Nuova Arbëria - denuncia «l’ennesima violazione da parte di organi dello Stato italiano (Ministero dello Sviluppo economico e Rai) delle normative approvate per tutelare le realtà alloglotte del Sud Italia. Nell’ambito regionale, inoltre, il Movimento Federativo delle Minoranze Linguistiche stigmatizza anche il disinteresse reiterato negli anni sulla vicenda da parte del Co.Re.Com Calabria, organismo deputato a vigilare sulla corretta applicazione del contratto di servizio a tutela del pluralismo e nel rispetto dei principi di obiettività, completezza, imparzialità, lealtà dell'informazione e di salvaguardia delle minoranze linguistiche».

Nuova Arbëria, gruppo politico costituito da intellettuali, docenti universitari, ex parlamentari, sindaci, artisti ed esponenti del mondo dell’associazionismo, lancia un appello al governatore della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e all’assessore delegato alle minoranze linguistiche, Gianluca Gallo, finalizzato al «rispetto delle leggi dello Stato che riconoscono agli arbëreshë, grecanici e occitani di Calabria il diritto sancito dalla Costituzione italiana, dalle leggi italiane e dalla normativa europea».

I fondatori del Movimento politico chiedono agli esponenti regionali Occhiuto e Gallo «di assicurare condizioni per la tutela delle minoranze linguistiche calabresi nella nuova convenzione che, prossimamente sarà stipulata tra il ministero delle Imprese e la Rai, società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, rivendicando l’istituzione di almeno una stazione radiofonica e di una rete televisiva nelle lingue regionali o minoritarie».

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